Testamento biologico, Schifani: "Serve tempo"

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Per il presidente del Senato l’esame del disegno di legge previsto in Aula per il 5 marzo può slittare: "Se è per arrivare a un testo condiviso è meglio attendere". Intanto il papà di Eluana Englaro è indagato per omicidio volontario

Il presidente del Senato Renato Schifani ha detto oggi che è possibile discutere "qualche settimana in più" in commissione Sanità sul testamento biologico per mettere a punto un testo che sia più largamente condiviso, anche se ha avvertito che è il momento che "il Parlamento decida" sull'argomento.
Il passaggio in aula del ddl della maggioranza di centrodestra - presentato dopo la morte di Eluana Englaro, la donna rimasta per 17 anni in stato vegetativo fino a che la magistratura non ha autorizzato la fine dell'alimentazione forzata e dell'idratazione - è stato già fissato per la settimana prossima, il 5 marzo. Ma oggi Schifani ha esplicitamente indicato la possibilità di prolungare il dibattito su una materia delicata e complessa che sembra aver diviso sia il centrodestra che il centrosinistra.
"Se si tratta di dover lavorare qualche settimana in più in commissione - ha detto il presidente di Palazzo Madama ai giornalisti - per garantire ampiezza di dibattito e di confronto per l'elaborazione di un testo il più largamente condiviso, che approdi in aula con il relatore, sarà fatto un bel lavoro". Ma l'importante, per il presidente del Senato, commentando la notizia che la Procura di Udine ha indagato oggi per omicidio volontario il padre di Eluana, Beppino Englaro, e 13 sanitari, è che è "giunto il momento che il Parlamento decida" sulla materia del fine-vita. Schifani ha anche detto che c'è stata un'intesa tra maggioranza e opposizione perché in aula giunga il testo base.  Nei giorni scorsi parlamentari del centrodestra e del centrosinistra avevano firmato un appello per rimandare l'esame del ddl a dopo le elezioni Europee, già fissate per giugno.

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