Okinoshima, l'isola senza donne che vuole diventare patrimonio Unesco

Si trova in Giappone, nel tratto di mare che separa il Paese dalla Corea del Sud. Le donne non sono ammesse per motivi religiosi, visto che ospita un santuario scintoista: questo particolare ha sollevato polemiche in vista della possibile iscrizione nella lista. FOTO
  • C’è un’isola, nel tratto di mare che separa il Giappone dalla Corea del Sud, che potrebbe presto rientrare nella lista dell’Unesco dei luoghi patrimonio dell’umanità. Si chiama Okinoshima – Tutte le notizie dal Giappone
  • Oltre che per il suo paesaggio naturale incontaminato, l’isola giapponese è candidata per l’interesse culturale: è considerata un santuario scintoista. Proprio per motivi religiosi, però, le donne non sono ammesse a Okinoshima – La descrizione di Okinoshima sul sito dell'Unesco
  • Il fatto che l’isola sia vietata alle donne ha suscitato delle polemiche. È giusto che un sito che discrimina in base al sesso rientri in una lista dell’Unesco e violi i principi di uguaglianza e i valori culturali e sociali dell'Organizzazione delle Nazioni Unite? È questa la domanda che hanno posto diverse associazioni – La ricostruzione anche sul Washington Post
  • Altre hanno chiesto che, prima di essere inserita nella lista Unesco, le regole dell’isola cambino e si permetta anche alle donne di accedervi. C’è da dire che, comunque, il divieto di accesso alle donne è un precetto religioso e non una legge: se una donna riuscisse a raggiungere Okinoshima, quindi, non commetterebbe nessun reato – Giappone, parlamento: sì alla legge per l'abdicazione dell'imperatore
  • Non è chiaro perché l’accesso all’isola sia vietato alle donne. Okinoshima è un santuario a cielo aperto bagnato dal mare di Genkai. Alcuni tirano in ballo i precetti della religione scintoista (che ritiene il sangue mestruale impuro). Altri, invece, ritengono che il lungo viaggio verso l'isola era considerato pericoloso e per questo vietato alle donne – La descrizione di Okinoshima sul sito dell'Unesco
  • Il paradosso è che il tempio dell’isola è intitolato a una figura femminile: una delle tre figlie del Dio Amaterasu, la Dea Tagorihime. L’Unesco deciderà se ammettere Okinoshima nella lista quando il Comitato del Patrimonio Mondiale si riunirà a Cracovia, in Polonia, dal 2 al 12 luglio – I luoghi in attesa della decisione
  • Anche per gli uomini, comunque, ci sono delle regole da rispettare per accedere all’isola. Ad esempio, Okinoshima è frequentata solo da sacerdoti scintoisti ed è aperta al pubblico solo una volta all’anno: il 27 maggio, dopo un rituale di purificazione. È assolutamente vietato, poi, portare qualcosa via, anche una foglia o un sasso – Unesco: l'Australia protegga meglio la Grande barriera corallina
  • Sull’isola, da più di 600 anni, si svolgono rituali di preghiera per assicurare la protezione delle navi che solcano il mare. Per questo, oltre al santuario sacro, a Okinoshima ci sono oltre 80mila reperti archeologici e ornamenti lasciati nel corso degli anni – Alpinismo patrimonio Unesco, Courmayeur e Chamonix avviano candidatura
  • Mentre il governo giapponese si è detto onorato del fatto che Okinoshima possa diventare patrimonio dell’Unesco, alcuni sacerdoti scintoisti non sono d’accordo. Negli anni, infatti, si sono impegnati a proteggere l’isola da interferenze esterne e temono che il riconoscimento possa incentivare un turismo non religioso – La descrizione di Okinoshima sul sito dell'Unesco
  • L’isola giapponese, oltre che per l’interesse religioso, si distingue anche per le sue bellezze naturali, come le rigogliose foreste vergini – Colline Prosecco, Martina firma la candidatura dell'Unesco