Il coraggio delle mamme che lottano per i figli. FOTO

Dalle donne che attraversano mari e confini, a quelle che non smettono di chiedere verità e giustizia. Come Paola Regeni, che vuole sapere cos'è successo a Giulio. LA GALLERY A cura di Valeria Valeriano

  • Dalla forza di Paola Deffendi, che esige risposte sulla morte di Giulio Regeni, all’orgoglio di Luciana Milani, a cui al Bataclan hanno ucciso Valeria Solesin. E poi gli schiaffi della mamma di Baltimora, le battaglie delle donne nella Terra dei fuochi e le campagne di quelle arcobaleno. Fino alle madri che attraversano il mare o i confini con i bambini in braccio. La cronaca è piena di donne coraggiose che lottano per i figli –
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    Come Paola Deffendi, che senza lacrime chiede verità per suo figlio Giulio Regeni. Gliel’hanno torturato e ucciso in Egitto e lei l’ha riconosciuto “dalla punta del naso”. Sul suo viso, ha detto, “ho visto tutto il male del mondo” – Caso Regeni, la madre: "Sul volto di Giulio il male del mondo"
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    Poi c’è Luciana Milani, la madre di Valeria Solesin. Sua figlia è morta al Bataclan, unica vittima italiana degli attacchi a Parigi. Durante i funerali a Venezia, Luciana ha lasciato parlare il marito. L’ha quasi sorretto. Ma prima e dopo, con tutto l’orgoglio del mondo, ai giornalisti ha ripetuto: “Valeria era meravigliosa. Ci mancherà molto e credo che mancherà anche al nostro Paese” – Venezia: l'ultimo saluto a Valeria Solesin, vittima italiana di Parigi
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    E quel venerdì 13 novembre, al Bataclan, c’era anche Elsa Delplace. Quando i terroristi hanno iniziato a sparare, lei si è gettata sul figlio di 5 anni per fargli da scudo. I soccorritori hanno ritrovato Louis vivo, al sicuro sotto il cadavere della madre – Parigi sotto attacco, tutte le foto
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    Cercano di portare i figli al sicuro, sfidando il mare, i confini, i muri, l’indifferenza, anche tutte le mamme migranti. In migliaia continuano a morire sott’acqua, spesso stringendo i loro piccoli. Molte altre, tra tende e cordoni di polizia, non smettono di sperare in un futuro migliore – Lo speciale migranti
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    Un futuro per suo figlio è anche il motivo che ha spinto Toya Graham, nell'aprile 2015, a schiaffeggiarlo per strada, a Baltimora. L’ha riconosciuto mentre partecipava agli scontri contro la polizia, mentre lanciava sassi contro gli agenti: senza badare alle telecamere, l’ha preso a sberle e l’ha riportato a casa. “L’ho fatto per proteggerlo da se stesso – ha spiegato –. Non volevo che diventasse un nuovo Freddie Gray (25enne di colore morto in condizioni sospette mentre si trovava in stato di arresto, ndr)” – Baltimora, madre picchia figlio durante le proteste: VIDEO
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    Ci sono, poi, le mamme che scendono in piazza per i figli delle altre. Perché non ricapiti quello che è successo ai loro. Sono, ad esempio, le mamme della Terra dei fuochi, donne alle porte di Napoli i cui bambini sono morti di cancro. “Nessuno deve soffrire come noi – dicono –. È una strage silenziosa, noi non molliamo” – Iss, nella Terra dei fuochi più morti e tumori
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    E la memoria va anche alle madri argentine di Plaza de Mayo: all’inizio chiedevano la liberazione dei desaparecidos, dissidenti scomparsi nel nulla durante la dittatura militare tra il 1976 e il 1983, poi che i responsabili fossero puniti. Una protesta silenziosa ma tenace, con le foto dei figli in mano e un fazzoletto bianco in testa – Le altre notizie dall'Argentina
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    Sono scese in piazza diverse volte, e hanno lanciato campagne online per diffondere il loro messaggio, anche le mamme arcobaleno: chiedono per loro e per i loro figli gli stessi diritti delle altre famiglie – La festa delle famiglie arcobaleno. FOTO
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    Chiede la verità, invece, Piera Maggio. Da quel primo settembre 2004, quando sua figlia Denise Pipitone, 4 anni, è scomparsa a Mazara del Vallo, non ha mai smesso di cercarla e di tenere alta l’attenzione sulla sua storia – Denise Pipitone, la sorellastra assolta anche in appello
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    La verità l’ha sempre sospettata, purtroppo, la mamma di Fortuna. Domenica Guardato non ha mai creduto all’ipotesi che la sua bimba di 6 anni fosse caduta accidentalmente dall’ottavo piano di una palazzina di Caivano. “Ho sempre saputo che me l’avevano uccisa. Chi sa parli, io credo nella giustizia", ha detto – La morte di Fortuna, gli aggiornamenti sul caso
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    La mamma di Chiara Poggi la verità l’ha aspettata per più di 8 anni. Poi, quando è arrivata la sentenza che ha condannato definitivamente Alberto Stasi per l’omicidio della figlia, la signora Rita ha dato l’ennesima lezione di dignità. “Proviamo sollievo –ha detto –, ma non si può gioire per una condanna. Non dimentichiamo che questa tragedia ha sconvolto due famiglie” – Delitto di Garlasco, tutti gli aggiornamenti
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    Sono passati più di 10 anni, invece, dalla morte di Federico Aldrovandi durante un controllo di polizia. Patrizia Moretti, per fare luce sulla fine del figlio, si è attirata le antipatie (e le querele) di diverse persone. Ma è solo grazie al suo coraggio che la verità su quanto successo la notte del 25 settembre 2005 è venuta a galla – Aldrovandi, gli aggiornamenti sul caso
  • Il coraggio e la determinazione non sono mancate a Tracy Dixon-Salazar. Quando nessuno riesce a trovare una spiegazione e una cura per sua figlia Savannah, affetta da epilessia congenita, lei decide di mettersi a studiare. Seguono anni duri, ma poi arriva l’illuminazione: Tracy, diventata dottoressa, scopre cosa provoca la malattia e come provare a fermarla. Per Savannah, e per tanti ragazzi come lei, i sintomi sono stati ridotti del 95% – La pagina Twitter della dottoressa
  • Ha sfidato la patologia della figlia anche Holly Spring, nickname di una fotografa neozelandese. La piccola Violet ha la malattia di Hirschsprung e, oltre ad altri disturbi che la costringono spesso in ospedale, è nata senza la mano sinistra. La madre, per ridarle il sorriso e la voglia di sognare, l’ha coinvolta in un servizio fotografico in cui la bimba è diventata una principessa in un mondo di fiabe. “L'ho fatto perché lei possa continuare a credere nella magia delle favole”, ha detto – La pagina Facebook di Holly Spring