I volti dei "liquidatori" dimenticati di Chernobyl

Centinaia di migliaia di persone furono mandate a riparare i danni dell'esplosione di trent'anni fa. Esposti alle radiazioni senza le attrezzature adeguate, molti di loro oggi sono malati così come i loro figli e nipoti. GALLERY - VIDEO

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    Trent’anni fa, il 26 aprile 1986, avvenne il più grave incidente mai verificatosi in una centrale nucleare: il disastro di Chernobyl. Dopo l’esplosione del reattore numero 4 una nube di materiale radioattivo avvolse le aree circostanti che furono evacuate e, negli anni successivi, si lavorò senza sosta per il recupero della zona. A farlo furono i cosiddetti “liquidatori”, militari e civili mandati nelle zone ad alto rischio di contaminazione senza protezioni adeguate, solo con maschere e guanti. Il numero dei liquidatori oscilla tra i 400mila e gli 800mila a seconda dei registri nazionali. Nella foto Lyudmila Vyerpovskaya, 74 anni, un’ex lavoratrice della centrale che viveva con la famiglia nel villaggio di Pripyat: “Era come essere in guerra”. Nelle settimane dopo l’incidente, Lyudmila ha dato una mano con l’evacuazione creando delle liste delle persone portate via e delle loro destinazioni - Chernobyl, 30 anni fa il disastro nucleare in Ucraina - FOTO
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    Anatoliy Lebedkin, 77 anni, era un esperto di demolizioni e solo poche ore dopo l’incidente gli fu ordinato di andare a Chernobyl. Lì, con una squadra, gli dissero di usare dell’esplosivo per bucare uno dei muri esterni del reattore di modo che i colleghi potessero esaminare le condizioni delle fondamenta che si temeva potessero crollare. Dopo due giorni Anatoliy fu rimandato a casa e dice che il Kgb gli ordinò di non parlare con nessuno di quello che aveva visto o fatto - Chernobyl, i turisti della radiazione
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    Petro Kotenko, 53 anni, ha passato 11 mesi a lavorare nello stabilimento dopo l’esplosione del 26 aprile con addosso solo una maschera di cotone e gli abiti da lavoro. “Non pensavo, lavoravo e basta”, ha detto, prima di raccontare che la sua salute è poi velocemente peggiorata e che è amareggiato da come le auotrità hanno trattato lui e gli altri liquidatori - La supplication, al Trieste film festival in ricordo di Chernobyl
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    Vasil Davidchuck (a sinistra), 68 anni, malato di leucemia mieloide, e Vadim Zhilyayev, 76, malato di sindrome mielodisplastica, nella loro stanza al National Reasearch Center for Radiation Medicine. Entrambi hanno lavorato nella zona ad alto rischio dopo l’esplosione del 1986 - Chernobyl, 30 anni fa il disastro nucleare in Ucraina - FOTO
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    Anatoliy Koliadyn, 66 anni, era un ingegnere che lavorava al reattore numero 4. Il 26 aprile arrivò qualche ora dopol’incidente: ricorda i cavi penzolanti e muri di cemento spessi 70 cm distrutti dalla forza dell’esplosione. “Credevo sarebbe stato l’ultimo turno della mia vita”, ha detto, spiegando che gli ultimi trent’anni sono stati una continua lotta contro vari tipi di malattie, secondo lui causate dalle radiazioni di Chernobyl - L'anniversario della tragedia
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    Vladimir Barabanov, 64 anni, posa con indosso la sua uniforme bielorussa e le medaglie che ha ricevuto per il suo servizio a Chernobyl. Vladimir è stato alla centrale per sei settimane circa un anno dopo l’esplosione lavorando alla misurazione delle radiazioni e alla decontaminazione del reattore numero 3 - Chernobyl, 30 anni fa il disastro nucleare in Ucraina - FOTO
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    Volodimir Goluga, 61 anni, sul suo letto al National Reasearch Center for Radiation Medicine: ha problemi al midollo osseo e al cuore. Era un soldato sovietico ed è stato a Chernobyl per sei mesi dopo l’incidente a occuparsi della decontaminazione - L'anniversario della tragedia
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    Pavel Fomin, 59 anni, era uno dei responsabili della sicurezza dell’impianto e quando il reattore numero 4 è esploso stava pescando con un amico al vicino Pripyat River. Ha raccontato che i rilevatori di radiazioni avevano smesso di funzionare perché non erano progettati per rilevare livelli così alti. La moglie e i due figli di Pavel furono evacuati ma furono esposti comunque ad alte quantità di radiazioni. Lui decise di rimanere e oggi spiega di aver poi sofferto di aritmie e di aver subìto un intervento per la cataratta, un problema comune tra gli ex liquidatori. Il figlio di Pavel ha sviluppato un problema ai piedi e può a malapena camminare - Chernobyl, 30 anni fa il disastro nucleare in Ucraina - FOTO
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    Genadiy Shiriayev, 54 anni, e il suo ruolo da liquidatore era quello di “dosimetrist”, ovvero colui che misura il livello di radiazioni. Spiega che aiutò anche a creare delle mappe delle zone più contaminate e che anche i suoi genitori lavoravano lì: la madre come medico e il padre come tecnico nel reattore numero 1. Negli anni successivi all’incidente Genadiy ha sviluppato problemi cardiaci e di pressione - L'anniversario della tragedia
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    Valeriy Zaytsyev, 64 anni, era un ufficiale dell’esercito sovietico. Un mese dopo l’esplosione gli fu ordinato di andare a Chernobyl dove partecipò alle operazioni di decontaminazione e bruciò equipaggiamenti contaminati per più di 7 mesi. Mentre era lì, racconta, ad un certo punto gli venne la febbre alta e iniziò a uscirgli sangue dalla bocca, dal naso e dalle orecchie. Negli anni successivi ha perso tutti i denti, è stato operato di cataratta ed è sopravvissuto a un attacco di cuore - L'anniversario della tragedia
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    Andrii Mizko, 56 anni, è stato pilota della “Soviet air force”. In un solo giorno, racconta, ha volato 11 volte sopra le rovine del reattore. È stato a Chernobyl 22 giorni e ricorda che poi è rimasto in ospedale due settimane per farsi controllare: il personale medico ha bruciato tutti i suoi vestiti perché radioattivi, anche quelli che non aveva usato per volare - L'anniversario della tragedia
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    Anatoliy Gubarev, 56 anni, fu mandato a Chernobyl come pompiere dopo un addestramento lampo di 5 giorni. Ha raccontato di aver lavorato nei corridoi del reattore in fiamme, nessuno aveva il permesso di rimanere in quelle zone per più di 5 minuti. Nel 1991 si è sottoposto a dei trattamenti per curare un sarcoma sottocutaneo e l’anno scorso è stato operato per un tumore al rene - Chernobyl, 30 anni fa il disastro nucleare in Ucraina - FOTO
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    Vilia Prokopov, 76 anni, era un ingegnere elettrico e lavorava a Chernobyl dal 1976. Il giorno dell’incidente è arrivato allo stabilimento e ha visto i muri del reattore collassare. È sicuro di essere stato esposto ad alti livelli di radiazioni che gli hanno bruciato la gola: parla molto piano da allora - L'anniversario della tragedia
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    Taron Tunyan, 50 anni, arrivò a Chernobyl il giorno dopo l’incidente. La prima cosa che vide furono elicotteri che scaricavano sul reattore in fiamme il “kukli”, un mix di sabbia, piombo e altri materiali che sarebbe dovuto servire a contenere l’incendio e le radiazioni. Tunyan dice che da allora soffre di mal di testa, ha la vista sfocata e la pressione sanguigna del cranio troppo alta - Chernobyl, 30 anni fa il disastro nucleare in Ucraina - FOTO
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    Ivan Vlasenko, 85 anni, soffre della sindrome mielodisplastica e di problemi al midollo osseo. Vlasenko si è occupato della costruzione delle docce decontaminanti e degli oggetti, ad esempio i vestiti, dei soldati che lavoravano nelle zone radioattive - L'anniversario della tragedia
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    Adam e Klaudya Voranyets lavoravano come insegnanti in un villaggio a 20 km da Chernobyl. Nessuno disse loro niente e si ricordano che la pioggia aveva uno strano colore giallo e che a un evento sportivo molti bambini iniziarono a perdere sangue da naso. Adam e Klaudya poi parteciparono all’evacuazione del loro villaggio che avvenne mesi dopo l’incidente: gli abitanti furono trasferiti a Yut che poi risultò contaminata a sua volta. Entrambi i loro figli hanno un sistema immunitario troppo debole e la figlia è stata operata per un tumore alle ovaie - L'anniversario della tragedia
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    Vasili Markin, 68 anni, viveva a Pripyat e quando il reattore numero 4 è esploso stava bevendo una birra con un amico sul balcone. Ha raccontato che il suo palazzo ha tremato e che ha visto un gigantesco fungo di fumo nero e una luce bianca abbagliante. Il giorno dopo, quando è andato alla centrale per il suo turno, ha dovuto cercare nei corridoi del reattore 4 un collega scomparso che non è mai stato ritrovato - Chernobyl, 30 anni fa il disastro nucleare in Ucraina - FOTO