Domenica di elezioni: 10 paesi nel mondo vanno alle urne. FOTO

Occhi puntati su Polonia e Argentina. Sfida tra donne a Varsavia, favoriti i conservatori. A Buenos Aires avanti nei sondaggi il peronismo soft di Scioli. Alle urne per scegliere il presidente anche Guatemala, Haiti, Tanzania e Costa d'Avorio. Amministrative in Ucraina e Colombia. Rinnovo dell'Assemblea consultiva in Oman, referendum nella Repubblica del Congo

  • Sono tantissime le persone che, in dieci diversi Paesi del mondo e per motivi differenti, sono chiamate alle urne domenica 25 ottobre
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    In Guatemala si sceglie il nuovo presidente: è il secondo round e i cittadini che possono votare sono 7,5 milioni. Al ballottaggio sfida tra l’ex comico Jimmy Morales (Frente de Convergencia Nacional) e Sandra Torres (Unidad Nacional de la Esperanza), ex moglie dell’ex presidente Álvaro Colom –
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    Elezioni anche in Argentina. Trentadue milioni di persone sono chiamate alle urne per scegliere il primo presidente del dopo-Kirchner. Secondo gli ultimi sondaggi, Daniel Scioli (pupillo di Cristina) è in vantaggio sugli altri candidati, ma non è sicuro che vinca al primo turno e potrebbe andare al ballottaggio con Mauricio Macri –
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    Elezioni presidenziali anche in Polonia. Tra i candidati (nella foto un dibattito in tv tra gli sfidanti) ci sono tre donne: Ewa Kopacz, esponente di Piattaforma civica e premier dal settembre 2014; Beata Szydlo, accusata di essere manovrata dal leader di Diritto e giustizia Jaroslaw Kaczynski; Barbara Nowacka, leader di Sinistra unita che sarebbe pronta a fare accordi con Kopacz –
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    Elezioni amministrative in Ucraina: si eleggono oltre 10mila sindaci e 160mila membri dei consigli locali. Coinvolti almeno 26,7 milioni di elettori, fatta eccezione per la Crimea, annessa dalla Russia, e le zone del Donbass controllate dai ribelli. È il primo banco di prova elettorale per il presidente Poroshenko, in calo di consensi per la sua gestione del conflitto nell’Est. Curiosità per i risultati a Karkiv, Odessa e Mariupol –
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    Primo turno per le elezioni presidenziali ad Haiti, che cerca di rimettersi in piedi dopo il devastante terremoto del 2010. Cinquantaquattro i candidati in lizza. Si temono nuove violenze –
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    Rinnovo del Parlamento ed elezione del nuovo presidente in Tanzania. I due principali sfidanti sono John Magufuli, candidato del partito di governo Ccm, e l'ex premier Edward Lowassa, esponente del partito d’opposizione Chadema –
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    Elezioni comunali e regionali in Colombia, in un periodo delicato per il Paese (nel pieno delle trattative tra rappresentanti del governo e ribelli delle Farc). A gettare ombre sulla tornata sono le inchieste di due ong: 152 candidati avrebbero legami con gruppi paramilitari e narcotrafficanti e l’81% di questi avrebbe un’alta probabilità di essere eletto. 128 collegi elettorali, poi, sarebbero ad alto rischio di manipolazione elettorale. Nella capitale Bogotà è favorito il candidato di centrodestra Enrique Penalosa (foto) –
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    Urne aperte anche in Oman. Si vota per rinnovare l’Assemblea consultiva (Majlis Al-Shura), la camera bassa del Parlamento: nel Sultanato, retto da una monarchia assoluta, è l’unico organo legislativo democraticamente eletto. Sui quasi 600 candidati, solo 20 sono donne –
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    Presidenziali in Costa d’Avorio. Il Paese è in cerca di stabilità dopo anni di lotte intestine. Più di tremila ivoriani sono morti all'indomani delle votazioni che hanno decretato nel 2010 l'ascesa al potere di Alassane Ouattara e l'arresto per crimini contro l'umanità del predecessore Laurent Gbagbo. Ouattara sembra andare verso la riconferma, spinto anche dai buoni risultati dell’economia –
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    Nella Repubblica del Congo si vota per il referendum costituzionale che potrebbe permettere al presidente Denis Sassou Nguesso, 71 anni, di candidarsi per un terzo mandato nel 2016. Scontri, che hanno provocato vittime e feriti, tra la polizia e il fronte anti-referendum. La consultazione, infatti, è considerata un “colpo di Stato” dall’opposizione. La Costituzione del Paese limita a due i mandati del presidente e vieta la candidatura degli ultrasettantenni –