Pakistan, strage di bimbi a scuola. Malala: atto vile. FOTO

Un commando talebano ha preso d'assalto un istituto militare a Peshawar. L'ultimo bilancio è di 132 morti di cui 123 bambini. La rivendicazione: "Dovete soffrire come noi". "Straziata da questo atto di terrorismo" commenta il premio Nobel per la Pace
  • In Pakistan, a Peshawar, un commando talebano ha attaccato una scuola militare: è stata un'ecatombe. Al momento 130 vittime, di cui 123 bambini, tutti probabilmente con meno di 15 anni - Cronaca della strage
  • Tra i primi farsi sentire il premio Nobel per la Pace, la giovane pakistana Malala Yousafzai, che i talebeni riuscirono quasi ad uccidere nel 2012 per il suo impegno a favore dell'educazione femminile: "Ho il cuore spezzato" - Malala e Satyarthi ricevono il Nobel per la pace
  • "Sono straziata da questo atto di terrorismo" commenta la premio Nobel per la Pace Malala: "I libri sono armi contro il terrorismo"
  • Teatro dell'attacco Peshawar, la principale città nel nord-ovest del Pakistan. Nel mirino la scuola Warsak Road (dal nome della strada dove si trova) che fa parte del Sistema di Scuole e College pubblici gestiti dall'esercito pakistano - Strage rivendicata dai talebani
  • "Abbiamo scelto con cura la scuola militare perché il governo ha preso di mira le nostre famiglie, e le nostre donne. Vogliamo far provare loro (ai militari) il nostro stesso dolore", ha spiegato Muhammad Umar Khorasani, portavoce del Movimento dei Taleba Malala: "I libri sono armi contro il terrorismo"
  • Nel corso di anni di guerra al governo centrale, i talebani hanno colpito obiettivi militari, posti di blocco, aeroporti, ma gli attacchi sui civili sono stati rari. Autobomba al mercato - Settembre 2013
  • Quello odierno sembra indicare la frustrazione e la rabbia per la perdurante azione dell'esercito, che ha intensificato la sua offensiva nelle aree tribali, nonostante la classe politica da sempre esiti a sostenere la campagna militare - Settembre 2013 - attentato contro i cristiani: 70 morti
  • Ma questo attacco così repellente potrebbe cambiare il corso: il premier, Nawaz Sharif, ha usato parole insolitamente dure; e il leader dell'opposizione, Imran Khan, ha annullato lo sciopero convocato per il 18 dicembre. Pakistan, strage a scuola: 130 morti
  • Potrebbe accadere dunque che il sacrificio di tante vite innocenti sia riuscito a unire politici ed esercito - L'analisi del giornalista de La Stampa, Domenico Quirico