Europee, da Parigi a Londra l'avanzata degli euroscettici

I risultati definitivi nei maggiori Paesi europei premiano in molti casi i partiti euroscettici. Su tutti il Front National in Francia e lo UKIP nel Regno Unito. In Germania gli anti-euro al 7 per cento. LE FOTO - LO SPECIALE
  • Marine Le Pen, leader del Front National, è la vincitrice delle elezioni europee in Francia. Il suo partito ha totalizzato il 24,96 % dei voti, abbastanza per diventare la prima forza politica del Paese e conquistare 24 seggi - La vittoria di Le Pen sui quotidiani
  • François Hollande, presidente della Repubblica in carica, è il grande sconfitto della tornata elettorale. Il partito socialista, insieme al Parti Radical de Gauche, crolla al 13,98 % con appena 13 seggi - Francia, Le Pen: “Il popolo riprende in mano il suo destino”
  • Se i socialisti piangono, i popolari, da tempo divisi al loro intenro, non ridono. Guidati dal loro presidente, Jean François Cope, non sono andati oltre il 20,80% e 20 seggi - Europee, il Pd festeggia. Renzi: “Commosso”
  • Nigel Farage, leader dello UKIP, è felice. Con più di 4 milioni di voti pari al 27,50 % del consenso elettorale, il movimento euroscettico è il primo partito della Gran Bretagna. A Bruxelles dovrebbe portare 23 parlamentari - La vittoria di Le Pen sui quotidiani
  • I conservatori del primo ministro britannico David Cameron scendono a terza forza del Paese (23,94%). A loro vanno 18 parlamentari, 7 in meno rispetto alla tornata precedente - #VinciamoPoi e gli altri hashtag della notte elettorale
  • Il Labour di Ed Miliband conquista 4 milioni di voti e il 25 % dell'elettorato. La soddisfazione è temperata dal fatto che, a causa della performance dello UKIP, è la prima volta dal '84 che il principale partito di opposizione non ottiene il primo posto Lo speciale Europee
  • Non c'è stata la stessa valanga euroscettica che ha investito altri Paesi ma Alternative für Deutschland, il movimento anti-euro tedesco guidato da Bernd Lucke, ha conquistato il 7 % dei voi e 7 seggi a Bruxelles - Europee, l'astensionismo non vince: votanti sopra il 43 %
  • La CDU della cancelliera Angela Merkel si conferma primo partito del Paese con il 35,3 % dei voti, meno del 41 % conquistato alle elezioni nazionali dello scorso anno ma comunque un risultato considerato dal partito soddisfacente - Le mappe del voto
  • I socialdemocratici tedeschi, schierati dietro Martin Schultz, candidato socialista alla presidenza della Commissione, ottengono il 27,3 % dei voti, abbastanza per garantirsi 27 seggi a Bruxelles - Salvini, l'euro ha ancora pochi mesi
  • Poca soddisfazione in Spagna il primo ministro Mariano Rajoy. Con il 26 % dei voti il suo partito popolare si conferma prima formazione del Paese e conquista 16 seggi a Bruxelles, ma sono 8 in meno rispetto al 2009 - In Grecia Tsipras verso la vittoria
  • Non ride neanche Elena Valenciano. Il partito socialista raggiunge il 23 % dei voti e raccoglie 14 seggi, 9 in meno rispetto al 2009 - Dal Portogallo alla Lituania, tutti al voto
  • Insieme, i due principali partiti spagnoli non raggiungono il 50 % dei voti. Nel 2009 totalizzarono l'80%. Tra le formazioni che hanno beneficiato del calo, Izquierda Unida, partito di sinistra, che diventa terza forza politica con il 9,9 % - La soddisfazione del Pd
  • Successo per Alexis Tsipras alle elezioni europee in Grecia. Il suo partito Syriza, conquista, quando mancano poche schede da scrutinare, il 26,52 % dei voti, abbastanza per 6 seggi a Bruxelles - In Grecia Tsipras verso la vittoria
  • Syriza, la coalizione delle sinistre, ha anche vinto le elezioni nella regione di Atene dove Rena Dourou, candidata del partito, è diventata governatrice - Francia, Le Pen: “Il popolo riprende in mano il suo destino”