Prima giornata da russi per gli abitanti della Crimea. FOTO

Dopo il risultato del referendum, le autorità di Simferopoli hanno accelerato sul divorzio da Kiev. Deciso il passaggio al fuso orario di Mosca, la nazionalizzazione di tutte le proprietà ucraine e l'adozione del rublo
  • Le autorità della Crimea hanno accelerato sul divorzio da Kiev all'indomani del referendum con lo scontato plebiscito con cui il 96% ha votato per l'annessione alla Russia - LO SPECIALE
  • Intanto, però, l'Ue ha imposto una nuova ondata di sanzioni contro quanti a Mosca e nella penisola hanno favorito una consultazione giudicata illegittima - Dagli scontri all'indipendenza: le tappe
  • Il 17 marzo il Parlamento della Crimea si è dichiarato ufficialmente indipendente dall'Ucraina e ha chiesto l'annessione della penisola alla Russia - da Ue e Usa sanzioni contro Russia
  • E' stato anche deciso il passaggio al fuso orario di Mosca, la nazionalizzazione di tutte le proprietà ucraine e l'adozione del rublo come seconda moneta ufficiale accanto alla 'grivnia' ucraina, che non circolerà più dal gennaio 2016 - I VIDEO
  • Il Parlamento di Simferopoli ha inoltre annunciato che le autorità ucraine non hanno più potere sulla penisola e ha preannunciato che le unità militari ucraine sul territorio saranno sciolte - LE FOTO
  • Kiev ha reagito immediatamente: il Parlamento ucraino ha ratificato la mobilitazione di 40mila riservisti decisa dal presidente 'ad interim' -
  • Ed è arrivata anche la reazione europea: sanzioni (divieto di visto e congelamento dei beni) a 21 esponenti russi e ucraini, tutte persone che hanno contribuito all'invasione della Crimea e al referendum (nella foto manifestazioni a Bruxelles) - LO SPECIALE
  • La bandiera russa sventola a Simferopoli, in piazza Lenin, dopo il risultato del referendum del 16 marzo. La Crimea dice sì alla Russia
  • 16 marzo, fuochi d'artificio a Simferopoli: il 96,7% si è espresso a favore dell’annessione a Mosca