Thailandia, continuano le proteste contro il governo. FOTO

Circa 1.500 persone hanno fatto irruzione a Bangkok nel quartier generale dell'esercito. L'obiettivo è far cadere il premier Yingluck Shinawatra, sorella dell'ex leader Thaksin Shinawatra in auto-esilio dal 2008 per sfuggire a una condanna per corruzione
  • 29 novembre - Thailandia, sesto giorno di manifestazioni anti-governative
  • In migliaia hanno fatto irruzione nel quartier generale dell'esercito a Bangkok, ed altri ancora si sono radunati all'esterno per chiedere ai militari di unirsi allo sforzo per chiedere al governo di farsi da parte
  • Il 28 novembre il premier Yingluck Shinawatra ha superato indenne la mozione di sfiducia presentata dall'opposizione e ha chiesto ai manifestanti di mettere fine alle manifestazioni
  • Un appello per il dialogo e la creazione di una commissione congiunta lanciato in tv da Yingluck, sorella del magnate ed ex capo del governo in esilio, Thaksin Shinawatra, è caduto nel vuoto
  • Le proteste si sono intensificate a fine novembre con l'occupazione di ministeri e altri edifici pubblici
  • Le protesta hanno nel mirino il tentativo del partito di governo Pue Thai di approvare un'amnistia di cui sarebbe tra i beneficiari proprio Thaksin Shinawatra, condannato nel 2008 per corruzione
  • I manifestanti accusano Yingluck di aver abusato della maggioranza del suo partito in Parlamento per accelerare l'iter di leggi che rafforzano il potere del fratello, miliardario in esilio
  • Le proteste vedono contrapposte la classe media del Paese e i sostenitori, per lo più contadini, di Yingluck e di suo fratello Thaksin Shinawatra, ex premier cacciato con l'intervento dell'esercito nel 2006 ma rimasto una figura centrale per il Paese