L’Afghanistan come non l’avete mai visto

Bombardamenti, scontri a fuoco, città distrutte: sono le immagini più frequenti del paese in guerra da 10 anni. Ma c’è dell’altro. Per scoprirlo basta seguire su Twitter l’hashtag #TheAfghanistanYouNeverSee ideato dal foto-reporter inglese Antony Loveless
  • La ragazza nel lago. E' uno degli scatti più popolari tra quelli condivisi con l'hahstag #TheAfghanistanYouNeverSee dal foto-reporter inglese Antony Loveless. Credits: Antony Loveless/Twitter
  • Le acque turchesi del lago Kajaki, nel sud dell'Afghanistan, fanno contrasto con il deserto intorno. Credits: Antony Loveless/Twitter - Speciale Afghanistan
  • La stanchezza di due soldati dopo una battaglia a Sangin. Antony Loveless è un fotografo specializzato nella copertura di affari militari. Segue spesso da embedded le truppe in guerra. Credits: Antony Loveless/Twitter - Lo Spoon River dei soldati italiani
  • Un contadino trasporta il raccolto del giorno. L'idea dell'hashtag #TheAfghanistanYouNeverSee è nata proprio per offrire un'altra immagine di un paese descritto sempre con foto di distruzione. Credits: Antony Loveless/Twitter - Afghanistan 2.0: 10 storie per sognare 1 futuro
  • Il soldato e il mulo. Loveless ha spiegato al sito Global Voices di avere un portfolio di oltre 2 mila immagini scattate durante tre viaggi in Afghanistan. Per non farle finire in un cassetto, ha deciso di pubblicarle su Twitter. Credits: Antony Loveless - Afghanistan, raffica di attentati
  • Un pastore di capre. "Un'altra vita che non è mai cambiata negli ultimi 2000 anni", ha commentato Loveless. Molti dei suoi scatti dal fronte sono stati pubblicati dai più importanti quotidiani e magazine britannici. Credits: Antony Loveless/Twitter - Afghanistan tra cielo e polvere
  • Non solo deserto. In Afghanistan non mancano le aree dedicate all'agricoltura. Nella foto il fiume Helmand, che attraversa il paese per 700 miglia. Credits: Antony Loveless/Twitter - Afghanistan, il racconto per immagini di Fabio Caressa
  • L'imponente diga Kajaki che procura energia elettrica e viene utilizzata per irrigare la cosiddetta "Zona Verde" intorno al fiume Helmand. Credits: Antony Loveless/Twitter - Diario dell'Afghanistan
  • Perlustrazione in un villaggio. La bambina sulla sinistra passa indifferente. Credits: Antony Loveless/Twitter - Gli ufficiali donna dell'Afghanistan
  • Tre ragazzi e tre muli, utilizzati di frequente come mezzo di trasporto nelle zone più isolate del paese. Credits: Antony Loveless/Twitter - Afghanistan al voto
  • "Bambini usciti fuori a darci il benvenuto durante una perlustrazione nel loro villaggio". Credits: Antony Loveless/Twitter - Addestramento militare in un finto villaggio afghano
  • "Nel pomeriggio, abbiamo incontrato un anziano del posto e abbiamo bevuto una tazza di the thai nel campo". Credits: Antony Loveless/Twitter - Afghanistan, gli Hurt Locker italiani
  • "Un ragazzo afghano in posa attraverso una 'buca assassina' (murder hole) dei talebani". Credits: Antony Loveless/Twitter - L'attacco alla base di Herat
  • Il cielo stellato di una notte afghana. Credits: Antony Loveless/Twitter - Sotto una tempesta di neve
  • L'hashtag lanciato da Loveless è presto diventato popolare tra altri colleghi, militari e Ong impegnate in Afghanistan. Qui una scatto dal titolo "Rispetto". Credits: John McFail/Twitter - Addestramento militare in un finto villaggio afghano
  • Un soldato a bordo di un mulo "per dimostrare che sappiamo essere anche low-tech quando serve". Credits: BlackDaggerMHC/Twitter - Offensiva Afghanistan
  • Attività fisica in una base militare afghana. Credits: RAFairman-Siobhan/Twitter - Afghanistan, le vittime italiane
  • Una batteria in una base militare. Credits: RodrietGunne/Twitter - Gli uomini della EOD al lavoro
  • "Da quando è iniziata la guerra, le bambine riescono ad andare a scuola". Credits: VixxyLix/Twitter - Offensiva Afghanistan
  • A sinistra, una madre con i figli di fronte ad un edificio distrutto. A destra un villaggio ricoperto dalla neve. Credits: KellyBrown8/Twitter - Afghanistan. Cartoline dal fronte