SlutWalk: le donne “provocanti” scendono in piazza

Per un poliziotto di Toronto minigonna e décolleté pronunciato equivalgono a dare il proprio consenso ad un rapporto sessuale. Ma le donne protestano: dal Canada all’Australia e, presto, anche in Europa. LE FOTO
  • Tutto è nato dalla dichiarazione di un poliziotto canadese: se le donne non vogliono essere stuprate non devono vestirsi da “slut” (termine volgare per “sgualdrine”). Le proteste non si sono fatte attendere - Una lunga serie di violenza sulle donne: le storie
  • La parola d’ordine è “consenso”, come a dire: “Dobbiamo essere in due a volerlo”. E non importa se porto delle provocanti calze a rete…
  • Per dare voce alla protesta le donne hanno preso spunto da una paladina dello spettacolo: “Se Madonna si può vestire così, posso farlo anche io!”. È il grido che si è alzato a Melbourne il 28 maggio scorso durante una manifestazione - Tutte le notizie su Madonna
  • Più sensuale di una minigonna c’è la voglia di entrambi di stare insieme
  • “My lycra, my bush, my choice”. Perché il sesso devo essere anche io a sceglierlo
  • “I miei vestiti non sono il mio sì”. L’abbigliamento, per quanto provocante, non può essere la giustificazione di un atto come lo stupro
  • Diversi ragazzi si sono aggiunti alle proteste: “Lei non dovrebbe uscire in mia compagnia solo per sentirsi al sicuro”
  • Una ragazza chiede maggiore presenza della polizia nelle strade, un’altra ci tiene a precisare che una gonna corta non deve corrispondere a brevi condanne per gli stupratori
  • “Non dire a me come vestirmi, di' a lui di non stuprarmi”