Referendum in Sudan, si vota per dividere il Paese

Seggi aperti per la consultazione che quasi certamente sancirà la separazione del Sud dal Nord e la nascita di un nuovo stato africano. "Un momento storico", dice il presidente della regione semiautonoma del Sud Sudan Salva Kiir. LE FOTO
  • 9 gennaio 2010 - Al via le operazioni di voto per il referendum che dovrebbe sancire la separazione del Sud dal Nord del Sudan e creare un nuovo stato africano dopo le violenze dei giorni scorsi
  • Sono quattro milioni circa i sudanesi che dal 15 novembre all'8 dicembre scorsi si erano iscritti nelle liste per il referendum, che viene realizzato in applicazione dell' Accordo di pace globale (Cpa)
  • L'Accordo di pace globale (Cpa) è stato sottoscritto sei anni fa, il 9 gennaio 2005, da esponenti del Nord e del Sud per mettere fine ad una guerra civile devastante cominciata nel 1983
  • Le operazioni si svolgono in 3000 seggi in Sudan ed in otto paesi stranieri in cui risiedono i sudanesi
  • Perché il risultato del referendum sia valido deve votare almeno il 60 per cento. La commissione referendaria ha annunciato che dopo la fine delle votazioni, fino al 15 gennaio, è previsto un mese di tempo per la comunicazione dei risultati ufficiali
  • Il vecchio Sudan si avvia a dividersi in due
  • Il referendum sull'autodeterminazione del Sud Sudan potrebbe portare alla divisione del più grande Paese africano: oltre 2.500.000 kmq, di cui circa 620.000 occupati dagli stati del Sud
  • Le operazioni di voto si svolgono dal 9 al 15 gennaio inclusi. Il verdetto si avrà non prima del 6 febbraio. I risultati preliminari saranno resi noti da Giuba, la capitale del Sud, quelli finali a Khartoum
  • Le operazioni di voto si svolgono dal 9 al 15 gennaio inclusi. Il verdetto si avrà non prima del 6 febbraio. I risultati preliminari saranno resi noti da Giuba, la capitale del Sud, quelli finali a Khartoum
  • Si vota in circa 3.000 seggi elettorali situati in grande maggioranza nei dieci stati del Sud, ma anche nel Nord e in otto Paesi della diaspora (Australia, Canada, Egitto, Etiopia, Kenya, Uganda, Gran Bretagna e Stati Uniti)
  • Sono state stampate circa otto milioni di schede elettorali. Ciascuna reca due immagini: due mani serrate, a significare l'unità; una sola mano, a significare la scelta per l'indipendenza