Ungheria, i fanghi tossici uccidono diverse persone

Ad Ajka, nell'ovest del Paese, in uno stabilimento di lavorazione dell'alluminio ha provocato almeno cento i feriti, di cui una ventina gravi
  • Una fuga di materiale tossico da un impianto per la lavorazione dell'alluminio ad Ajka, nell'ovest dell'Ungheria, ha provocato un disastro ambientale con almeno quattro morti e oltre un centinaio di feriti, di cui una ventina gravi - Leggi anche: Ungheria, diversi morti per una fuga di fanghi tossici
  • Su un'area di 40 chilometri quadrati è stato dichiarato lo stato d'emergenza - Leggi anche: Ungheria, diversi morti per una fuga di fanghi tossici
  • La sciagura è avvenuta a seguito della rottura di un argine di un contenitore all'aperto di uno stabilimento di lavorazione dell'alluminio - Leggi anche: Ungheria, diversi morti per una fuga di fanghi tossici
  • Masse di fango rosso - allumina (ossido di alluminio) - sono fuoriuscite nella notte tra il 4 e il 5 inondando due comuni vicino ad Ajka, nell'Ungheria occidentale - Leggi anche: Ungheria, diversi morti per una fuga di fanghi tossici
  • Il sottosegretario all'ambiente Zoltan Illes Illes ha proclamato lo stato di emergenza per due comuni e una superficie di circa 40 kmq - Leggi anche: Ungheria, diversi morti per una fuga di fanghi tossici
  • La popolazione interessata dalla misura è stata evacuata. Illes ha annunciato anche che sull'incidente è stata avvita un'indagine per accertare le responsabilità
  • L'ultimo bilancio provvisorio parla di quattro morti, fra cui una bambina di un anno, rinvenuta morta nella sua casa inondata dal fango rosso. Si teme che il bilancio si aggravi
  • Nel frattempo è salito a più di cento anche il numero dei feriti, di cui una ventina gravi, ricoverati in ospedale. Sette persone risultano ancora disperse
  • Secondo un comunicato della direzione dello stabilimento, la Mal S.A, l'argine del deposito all'aperto si sarebbe rotto a causa delle piogge che avrebbero fatto franare la base
  • Lavori di riparazione sono in corso ma, secondo esperti, saranno necessari diversi giorni
  • La protezione civile ha lavorato tutta la notte ed è tuttora all'opera per cercare di neutralizzare con del gesso il fango alcalino, altamente corrosivo contenente anche metalli pesanti
  • Il fango rosso è un derivato della lavorazione di allumina, pre-prodotto dell'alluminio, di cui Ungheria è un grosso produttore
  • Il problema principale dei fanghi che hanno provocato la strage in Ungheria è la loro basicità, che li rende fortemente corrosivi. Lo afferma Giuseppe Spagnoli, esperto di sicurezza del lavoro ed ex dirigente dell'Ispesl
  • "A differenza delle sostanze acide - spiega Spagnoli - quelle molto basiche non sprigionano gas pericolosi, a meno che non siano scaldate ad alte temperature, ma sono molto pericolose per contatto, perché sono in grado di corrodere le sostanze organiche
  • Secondo l'esperto un'esposizione eccessiva può portare anche alla morte
  • "I fanghi vanno trattati con acidi deboli, e gli operatori devono trattarli con le adeguate protezioni, guanti e mascherine, per evitare il contatto"