Videogiocare? È un affare serio

Ecco alcuni dei più famosi “serious game” degli ultimi anni. Nati per sensibilizzare ed educare i cittadini, ma anche come mezzo di denuncia sociale e politica
  • Nel 2003 il game-designer Gonzalo Frasca lancia “September 12th”, uno dei primi "serious game" con una forte valenza politica. Al momento del lancio il New York Times l'ha definito: "Un editoriale fatto di azioni e non di parole"
  • In “September 12th” il giocatore deve bombardare un villaggio afghano. Maggiori punti se si produce un "danno collaterale" (ad esempio si colpisce una scuola)
  • Nel 2004 Gonzalo Frasca lancia "Madrid", newsgame che parte dall'attentato alla stazione di Madrid per esprimere solidarietà a tutte le vittime del terrorismo
  • Anche il collettivo italiano Molleindustria dal 2004 utilizza i videogiochi come strumento di denuncia politica e sociale. È il caso di McDonalds Videogame, uno dei loro titoli più famosi
  • In “McDonalds Videogame” l'utente è invitato a mettere in campo le migliori strategie per aumentare le vendite
  • Realizzato sempre da Molleindustria, “Raid Gaza” è un newsgame lanciato tre giorni dopo il recente attacco contro la Palestina
  • Non solo politica, ma anche ambiente. “Energyville” è un "serious game" in cui bisogna gestire il fabbisogno energetico di un’intera città
  • Con oltre 3 milioni di videogiocatori, “Darfur is Dying” è il “serious game” più famoso degli ultimi anni
  • Il giocatore deve vestire i panni di un profugo del Darfur ed evitare di essere ucciso
  • “Superstruct” è un Alternate Reality Game in cui bisogna evitare che entro il 2019 ci sia un disastro ecologico sulla Terra.
  • Schermata introduttiva di "The Great Flu", il recente gioco sull'influenza A lanciato dall'Erasmus Medical Centre di Rotterdam
  • Scopo di "The Great Flu" è prevenire la diffusione di una pandemia