Tunisia, "ristabilita la calma": gli arresti salgono a 778

I manifestanti protestano contro le misure di austerità varate dal governo (Getty Images)
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Dopo tre giorni di scontri, il governo ha affermato di aver ristabilito l'ordine in tutto il Paese. Le proteste dei manifestanti contro il carovita causato da alcune misure di austerità

Le forze dell'ordine tunisine hanno ristabilito la calma su tutto il territorio nazionale a partire dalla serata di ieri. Lo ha affermato in mattinata il portavoce del ministero dell'Interno Khalifa Chibani. Il suo intervento ha consentito anche di aggiornare il numero delle persone arrestate: in tre notti di scontri tra manifestanti e polizia, sono state 778, tra le quali anche sedici estremisti islamici. C'è anche un manifestante ucciso, morto per un'intossicazione da lacrimogeni. E si contano numerosi feriti tra gli agenti e danni ai mezzi delle forze di sicurezza.

Notte tranquilla dopo gli scontri

Dopo giorni di scontri, in Tunisia si è quindi vissuta una notte relativamente tranquilla. Le tensioni si sono allentate, anche se i media tunisini riferiscono ancora di disordini in alcune città. Chibani ha ribadito come i fatti degli ultimi giorni, definiti dalle autorità come saccheggi e atti vandalici, non abbiano nulla a che vedere con le proteste "legittime" contro il carovita, ma "favoriscano l'infiltrazione dei terroristi e dei delinquenti". Le manifestazioni si rivolgono contro l'aumento dei prezzi deciso nell'ambito di una serie di politiche di austerità. "Comprendiamo le rivendicazioni - ha detto Chibani - ma nulla giustifica le violenze". Le proteste, però, non sono del tutto sopite. Il collettivo Fech Nestanew (in arabo "Cosa aspettiamo?"), che sostiene le manifestazioni antigovernative ed è molto attivo sui social, ha nuovamente ribadito l'esigenza di scendere in piazza.

Oltre 2000 soldati sul campo

Nella serata di giovedì, le proteste si sono concentrate nella città di Siliana, nel nord-ovest della Tunisia. I manifestanti si sono scontrati con la polizia, ma si sono registrati feriti. Mentre già dal pomeriggio di ieri si era avviata alla normalità la situazione nelle località di Sidi Bouzid e Kasserine. Per arginare gli scontri, il governo ha schierato, a partire da martedì, più di 2000 uomini dell'esercito per proteggere – ha affermato il ministero della Difesa tunisino Belhassen al-Waslati all'agenzia di stampa Anadolu - le "istituzioni sovrane" del Paese.

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