Terremoto Messico, almeno 225 morti. Strage di bimbi a scuola

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Sisma di magnitudo 7.1. A Città del Messico crolla un'elementare: muoiono 32 alunni e quattro adulti. "Silencio" chiedono i soccorritori. Usgs: si potrebbe arrivare a mille vittime. Farnesina: verifiche su presenza italiani

Sono almeno 225 i morti per il terremoto di magnitudo 7,1 della scala Richter che il 19 settembre alle 13 (le 20 in Italia) ha colpito il Messico, devastando la capitale e le regioni circostanti. L'ultimo bilancio è stato aggiornato dal ministro dell'Interno Miguel Angel Osorio Chong. Si teme però che la conta delle vittime possa arrivare fino a mille, come stimato dall'agenzia americana Usgs. Mentre si scava tra le macerie alla ricerca dei superstiti, sono oltre 4,6 milioni tra case, uffici e altri edifici rimasti totalmente al buio, senza elettricità, inclusi il 40% delle abitazioni di Città del Messico. 

Crolla scuola elementare

La situazione più drammatica in una scuola elementare crollata a Coapa, a sud-est di Città del Messico: 32 bambini e 4 adulti sono morti. Almeno 14 i piccoli sopravvissuti e tratti in salvo dai soccorritori, tra cui una bambina di 7 anni estratta ieri, 20 settembre, a quasi 24 ore dal sisma. Nel crollo sono morti anche quattro insegnanti. "Crediamo ci siano ancora 3 o 4 persone nel palazzo, dei quali due sono bambini. Una di loro è una bambina che ha risposto ai richiami dei soccorritori grattando contro una parete", aveva raccontato all'Ansa Roberto Arte, volontario della Croce Rossa. Un'altra bambina di 12 anni, identificata con il nome di Frida Sofia - a quanto pareerroneamente - avrebbe mosso le dita facendo pensare che sia ancora in vita. Continuano le operazioni per soccorrerla. 

Due chiese crollate nello Stato di Puebla

Due chiese sono crollate nello Stato messicano di Puebla. All'interno della prima, situata nella città di Atzala si stava svolgendo un battesimo. Secondo quanto riferisce la Bbc, undici delle persone presenti, tra cui tre bambini e il neonato che doveva essere battezzato, sono morte. Tra i superstiti, il parroco ed il sacrestano. L'edificio era del 17esimo secolo. Nella seconda chiesa, situata alle pendici del vulcano Popocatepetl, sarebbero invece morte 15 persone.

La scossa a 32 anni esatti dal sisma del 1985

Il sisma ha sconvolto il Messico proprio in occasione del 32esimo anniversario del devastante terremoto, uno dei peggiori del Novecento, che il 19 settembre del 1985 nel Paese ha provocato più di 10.000 vittime. 

Gravi danni alla cattedrale della capitale

Il devastante terremoto in Messico ha lesionato anche numerose chiese a Città del Messico. Danneggiata la cattedrale metropolitana dove si è spezzata la statua del Senor del  Cacao, molto venerata dai fedeli. Lo fa sapere il portale dell'arcidiocesi 'Siame', che pubblica una pagina con le immagini che registrano i danni riportati negli edifici di culto.
Particolarmente ingenti i danni riportati dalla chiesa parrocchiale di San Bernardino; danni al campanile di Santa Cruz Acapixtla, alla cupola azzurra della chiesa di Nuestra Senora de Los Angeles.

Farnesina al lavoro

Al lavoro anche l'Unità di crisi della Farnesina per verificare l'eventuale coinvolgimento degli italiani nel terremoto. E' quanto si legge in un tweet, nel quale l'Unità di crisi "invita ad attenersi alle  indicazioni delle autorità locali".

Annullati mondiali paralimpici di nuoto, salvi atleti italiani

A Città del Messico in questi giorni sono presenti anche gli atleti paralimipici italiani, che avrebbero dovuto partecipare ai mondiali di nuoto. "I ragazzi stanno tutti bene, per loro è tutto tranquillo. I mondiali sono stati annullati e ora siamo in contatto con il ministro Alfano e stiamo organizzando il loro rientro", ha detto il presidente del Comitato paralimpico italiano Luca Pancalli, a un evento in corso a Milano.

"Emergenza nazionale"

Secondo quanto reso noto in un tweet dal capo della Protezione civile, Luis Felipe Puente, 86 vittime si contano a Città del Messico, 71 nello Stato di Morelos, 43 in quello di Puebla, 12 nello Stato del Messico, 4 in quello di Guerrero e una in quello di Oaxaca. Ma la conta delle vittime è in costante aggiornamento. Soccorritori e volontari stanno lavorando senza sosta per estrarre corpi dalle macerie. "E' emergenza nazionale", ha dichiarato il presidente Enrique Pena Nieto, attivando anche i militari per i soccorsi. 

"Silencio" chiedono i soccorritori

E mentre si scava tra le macerie i soccorritori invocano il "silencio". Silenzio. La speranza è quella che ci siano sopravvissuti sotto le macerie e l'obiettivo di coloro scesi in campo per salvare quante più persone possibile è quella di sentire anche la più flebile delle voci che chiede aiuto. Il presidente messicano Enrique Peña Nieto ha inviato tramite social network un messaggio alla nazione.

Solidarietà

Papa Francesco ha lanciato un invito ad aiutare il Paese: "In questo momento di dolore chiedo di manifestare solidarietà a tutta la popolazione messicana", ha dichiarato durante l'udienza generale, invitando a pregare "per le vittime, i feriti e i familiari, e per quanti stanno portando soccorsi". Un pensiero "al Paese amico colpito dal terremoto" è stato rivolto anche dal premier, Paolo Gentiloni: "Italia vicina alle vittime e pronta a aiutare nei soccorsi".
Messaggi di solidarietà sono arrivati da tutti i leader sudamericani, a partire dal venezuelano Nicolas Maduro, dal presidente di El Salvador, Salvador Sanchez e dal presidente dell'Honduras, Juan Orlando Hernandez. Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha augurato ai feriti e al Paese una veloce ripresa.
Anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso la propria vicinanza alla popolazione del Messico e della sua capitale attraverso un tweet.

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