Yemen: altri 180 migranti scaricati in mare, almeno 50 dispersi

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Nuova strage davanti alle coste del Paese. Secondo l’Oim, le persone sarebbero state costrette dagli scafisti a gettarsi in acqua. Almeno 5 i cadaveri recuperati, un centinaio i sopravvissuti. Ieri, nella stessa zona, altri 50 migranti sono morti annegati

Una nuova strage, in meno di 24 ore, davanti alle coste dello Yemen. Fino a 180 migranti sarebbero stati costretti dagli scafisti a gettarsi in mare dal barcone su cui viaggiavano: almeno 5 persone sono state recuperate senza vita, altre 50 sono disperse. Lo denuncia l’Oim, l'agenzia dell'Onu per le migrazioni. Un centinaio i sopravvissuti, tra i quali 25 soccorsi dai medici nella provincia di Shebua, di fronte al golfo di Aden.

Ieri altre vittime nella stessa zona

Ieri, sempre nella stessa zona, almeno 50 migranti sono morti annegati. Lo scafista che li stava trasportando avrebbe gettato deliberatamente in acqua circa 120 persone, perché temeva di essere arrestato dalle autorità locali se avesse raggiunto la spiaggia. Sulla barca c’erano migranti somali ed etiopi, la cui età media era di 16 anni. Delle 120 persone a bordo, almeno 50 sono morte affogate, 22 sono disperse e 27 sono state soccorse. Tanti sopravvissuti sono fuggiti appena hanno raggiunto la riva, mentre molti sono rimasti per seppellire i compagni morti.

La rotta di migrazione tra il corno d’africa e lo Yemen

Lo stretto braccio di mare tra il corno d'Africa e lo Yemen è da tempo una rotta di migrazione, nonostante la guerra che da anni imperversa nel Paese. Secondo i dati dell'Oim, da gennaio sono circa 55mila i migranti che hanno lasciato i Paesi del corno d'Africa per passare in Yemen, provenienti in gran parte da Somalia ed Etiopia. Un terzo di loro sono donne. Nonostante la guerra in Yemen, i migranti africani continuano a passare di lì perché non c’è un’autorità centrale che possa impedire loro di sbarcare e proseguire poi il loro viaggio. Ma proprio a causa della guerra, il tragitto diventa sempre più pericoloso e i migranti finiscono spesso nelle mani dei guerriglieri o di banditi senza scrupoli.

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