Nizza, un anno dopo la strage il ricordo e le polemiche

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Il 14 luglio 2016 86 persone sono state uccise da un camion-kamikaze mentre seguivano i fuochi d'artificio sul lungomare. Bandiere alle finestre e cerimonie di commemorazione. Ma i famigliari delle vittime si sentono abbandonati. Ed è bufera sulle foto di Paris Match

Il ricordo del dolore, la commemorazione solenne, ma anche le polemiche e i veleni. Un anno dopo il terribile attentato di Nizza, la Francia rivolge lo sguardo alla Promenade des Anglais e piange le vittime del più grave attacco che abbia mai insanguinato la festa nazionale. Il 14 luglio 2016, 86 persone rimasero uccise da un camion-kamikaze mentre seguivano i fuochi d'artificio. Tra di loro anche 5 italiani e un italo-americano. Alla guida del tir c'era Mohamed Lahouaiej Bouhlel, 31enne tunisino residente in Francia dal 2011, ucciso dalla polizia. Ma nel primo anniversario della strage c'è spazio anche per le polemiche: quella per le foto della carneficina pubblicate il 13 luglio da Paris Match (per le quali è stato chiesto il sequestro della rivista dalle edicole, negato dal giudice) e quella delle associazioni di familiari delle vittime, che si sentono abbandonate dal governo.

L'omaggio alle vittime

Col passare delle ore, intanto, la Promenade des Anglais si popola di messaggi per le vittime e le loro famiglie, lasciati da chiunque voglia ricordare coloro che hanno perso la vita. Il Comune di Nizza ha infatti allestito un lungo percorso coi colori della bandiera francese e messo a disposizione un quadermo per ospitare pensieri ed esprimere il proprio cordoglio. 


 

 

Il ricordo

Il Comune di Nizza ha invitato tutti gli abitanti a mettere bandiere tricolori alle finestre, restituendo il senso dell'unità e della fratellanza che la violenza dell'attentato ha allontanato, provocando diffidenza e rancore. Sul lungomare, la gente è stata invitata a depositare un cartello colorato che, insieme con migliaia di altri, formerà una grande scritta, un messaggio multicolore. Solenne il pomeriggio, con l'arrivo di Emmanuel Macron direttamente da Parigi - prima il capo dello Stato ha assistito con Donald Trump alla cerimonia militare sugli Champs-Elysees, durante la quale i militari hanno formato la parola "Nice" (Nizza) - per presenziare a una sfilata delle forze armate. Al suo fianco, i predecessori Nicolas Sarkozy e Francois Hollande. Insieme con i familiari degli 86 morti e degli oltre 400 feriti. Macron pronuncerà un discorso, seguito da un minuto di silenzio in tutta la città. In serata, concerto e illuminazione con centinaia di riflettori della Promenade des Anglais.


Le polemiche

Già da giorni, però, si registrano le proteste delle associazioni delle vittime del terrorismo. Accusano il governo di aver fatto retromarcia rispetto agli impegni di Francois Hollande, che aveva creato la figura di un sottosegretario per l'Aiuto alle vittime. Il governo Philippe non vuole mantenerlo e vuole riorganizzare il settore. Le associazioni sono insorte ritenendo che, così, vada in fumo il loro lavoro di anni. Ma è polemica anche sulle foto di Paris Match. Si tratta di immagini molto crude, prese dai fermo immagine di video della sorveglianza, mai pubblicate prima. La procura di Parigi, già ieri mattina, ha parlato di “turbativa dell'ordine pubblico” e ha chiesto il sequestro della rivista. In serata il giudice ha emesso parere opposto, lasciando in edicola la rivista ma vietando ogni nuova pubblicazione di due delle foto più incriminate. La redazione di Paris Match ha difeso “con le unghie e con i denti il diritto dei cittadini, soprattutto quello delle vittime, di sapere quello che è successo esattamente durante l'attentato di Nizza”.

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