Addio a Simone Veil, prima presidente del parlamento Ue

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Nel 1974 da ministro della Sanità del governo di Jacques Chirac, sotto la presidenza di Valery Giscard d'Estaing, fu una delle promotrici della legge sull'aborto. Aveva 89 anni

Una vita segnata dalla Shoah, dalla lotta per i diritti delle donne e per la costruzione dell'Europa unita: è morta all'età di 89 anni Simone Veil, una delle personalità più apprezzate di Francia, il cui nome resterà per sempre legato a tre eventi fondamentali della storia del ventesimo secolo: la tragedia delle deportazioni naziste, l'emancipazione delle donne e il processo di integrazione europea (fu primo presidente del parlamento europeo).  

Macron: la Francia migliore

Simone Veil era l'espressione della "Francia migliore", "possa il suo esempio ispirare i nostri connazionali", afferma in un tweet il presidente Emmanuel Macron, rivolgendo le condoglianze alla famiglia.

L’annuncio del figlio

Lo scorso agosto, questa grande signora la cui vita incarna una buona parte del Secolo Breve venne ricoverata "per qualche giorno ad Avignone per problemi respiratori". "Mia madre è morta questa mattina in casa" ha annunciato il figlio, Jean Veil, ricordando che "avrebbe compiuto 90 anni il 13 luglio". 

Arrestata e deportata a 16 anni

Figlia di genitori ebrei, i Jacob, Simone Veil, era nata nel 1927 a Nizza. Dopo l'arresto, nel 1944, a 16 anni, venne deportata insieme alla famiglia verso i campi nazisti. In quelle tragiche circostanze, che segneranno la sua vita, perderà i genitori. Femminista lo è sempre stata e con gli anni "lo sono sempre più", affermò solo qualche anno fa, deplorando che "malgrado la parità le leggi continuano ad essere fatte per gli uomini". Nel 1974, quando era ministro della Salute sotto il governo di Valèrie Giscard d'Estaing, presentò all'Assemblea Nazionale il progetto di legge sull'aborto - la cosiddetta “Loi Veil” - che venne approvata l'anno successivo, momento cruciale per l'emancipazione femminile e la giustizia sociale in Francia e in Europa. 

L’autobiografia “necessaria”

Dieci anni fa, per gli 80 anni, pubblicò “Une vie”, la sua autobiografia. Una testimonianza "necessaria” delle prove superate a nome "di tutti quei morti che ci furono così cari, conoscenti o sconosciuti, che tacciono - scrisse nell'introduzione - So che non ci libereremo mai di loro". Tra l'altro, fu la sesta donna ad accedere all'Académie francaise, la prestigiosa istituzione creata nel 1635 dal cardinale Richelieu.

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