Francia, vittoria per Macron: ha la maggioranza assoluta dei seggi

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Il partito del neopresidente, En Marche, vince il secondo turno. Crollano il Front National e il partito socialista, ma Marine Le Pen riesce a entrare in Parlamento: "Serve il proporzionale". Si dimette il segretario del Ps

In un voto che ha segnato un'affluenza molto bassa Emmanuel Macron ha ottenuto con En marche la maggioranza assoluta dei seggi all'Assemblea Nazionale dopo i ballottaggi delle elezioni politiche francesi. Tracollo del Partito Socialista, tenuta dei Repubblicani, cocente delusione per il Front National di Marine Le Pen che però riesce a farsi eleggere in Parlamento.

La vittoria di En Marche, ma l'affluenza è bassa

En Marche si è attestata a 350 deputati (60,65% dei seggi). Un numero inferiore a quanto ci si aspettava nei giorni scorsi, ma comunque una maggioranza solidissima per il partito del neopresidente (ne bastano 289 per avere la maggioranza assoluta). I conservatori Républicains, sono invece a 137 seggi e diventano così la principale forza di opposizone. Crollo per il partito socialista, forza storica della quinta repubblica francese e al potere negli ultimi cinque anni, che si deve accontentare di 46 seggi, il livello più basso dal dopoguerra. I comunisti di Melenchon hanno ottenuto 10 seggi, mentre all'estrema destra del Front National sono andati 8 seggi. A pesare sul voto, e rendere meno brillante la vittoria per il partito di Macron, l'alto astensionismo: alle urne si è infatti recato solo il 42% degli aventi diritto.

Si dimette il segretario dei socialisti

Il segretario generale del Partito Socialista francese, Jean-Christophe Cambade'lis, ha annunciato le dimissioni."Malgrado un'astensione allarmante, il trionfo di Emmanuel Macron è incontestabile" ha detto Cambadélis, riconoscendo "la sconfitta della sinistra". "La sconfitta bruciante è senza appello", ha detto Cambadelis, "la sinistra deve cambiare radicalmente nella forma e nella sostanza ed aprire una nuova fase per combattere il nazionalismo ed il neoliberismo".

Marine Le Pen eletta, ma risultato deludente per il FN

Delusione per la destra estrema del Font National alle elezioni politiche francesi: Marine Le Pen, andata al ballottaggio alle presidenziali  di maggio, entra per la prima volta in parlamento, eletta a Pas-de-Calais, ma il partito sperava almeno in 15 seggi (per i più ottimisti 40), mentre se ne aggiudicata circa sei. La leader del partito ha puntato il dito contro il sistema elettorale a doppio turno: "Questo processo è profondamente antidemocratico. Noi al ballottaggio delle presidenziali abbiamo raccolto 6 milioni di elettori, ed oggi abbiamo così pochi deputati. E' vitale per la democrazia che si introduca il metodo proporzionale". "Macron ha fatto precipitare il Paese nell'indifferenza", ha aggiunto riferendosi al diffuso astensionismo.

Marine Le Pen: Risultato ingiusto, serve il proporzionale

Repubblicains: "Verdetto urne è chiaro"

"Il verdetto delle urne è chiaro". Lo ha detto il leader dei Rèpublicains, Francois Baroin, riconoscendo che " i francesi hanno voluto dare una netta maggioranza al presidente della Repubblica". Baroin ha poi ricordato "l'intensa campagna elettorale" fatta dal suo partito che "ha permesso la formazione di un gruppo abbastanza importante" all'Assemblea.

La soddisfazione del partito di Macron

I francesi hanno espresso una "maggioranza chiara, stabile e coerente, per realizzare le grandi priorità del contratto concluso tra Emmanuel Macron e i francesi": lo ha detto la presidente di En Marche!, Catherine Barbaroux, nella dichiarazione solenne dal quartier generale del partito a Parigi. Questo risultato "è una chance per la Francia", ha aggiunto. La presidente di En Marche ha quindi reso omaggio alla "determinazione e alla mobilitazione" delle "migliaia di marcheurs, di volontari, cittadini", che hanno reso possibile la vittoria. Una vittoria, ha aggiunto, che permetterà, tra l'altro, di realizzare le riforme necessarie per "sbloccare l'economia", "creare nuove solidarietà" e "proteggere i francesi", a cominciare dai "più vulnerabili".

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