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Gb: confronto tv a distanza tra May e Corbyn. È scontro sulla Brexit

Da sinistra: Jeremy Corbyn e Theresa May
2' di lettura

I due candidati si sono alternati negli studi di Sky News, in vista delle elezioni dell'8 giugno. Sull'uscita dall'Ue, per il primo ministro "nessun accordo è meglio di un cattivo accordo", mentre per il leader del Labour è fondamentale trovare un'intesa con Bruxelles

Un confronto, ma a distanza. Theresa May e Jeremy Corbyn hanno scelto di alternarsi negli studi di Sky News per rispondere alle domande sui principali temi di politica estera e interna, in vista delle elezioni anticipate dell’8 giugno che si terranno in Gran Bretagna. 

Corbyn: fondamentale trovare accordo con l'Ue

L’esito del voto, anche dopo il confronto televisivo, appare incerto. Il partito del primo ministro, secondo gli ultimi sondaggi, gode di un vantaggio che oscilla dai cinque agli 11 punti sul Labour, quindi per quanto favorita sembra non poter sperare in una vittoria schiacciante. Corbyn inoltre, secondo i commenti successivi alla messa in onda, è apparso convincente e ha sfidato May su temi importanti, primo fra tutti, quello della Brexit. Per il leader del Labour è importante trovare “un accordo con l’Ue” che si regga su scambi reciproci.

May: "Nessun accordo è meglio di un cattivo accordo"

Ma May ha ribadito: “Nessun accordo è meglio di un cattivo accordo”. Il primo ministro ha anche sottolineato che la decisione di dire addio a Bruxelles è stata presa dal popolo britannico pur ammettendo di essere stata in favore del fronte del “remain”. “Farò della Brexit un successo”, ha garantito davanti alle telecamere, “questa è un’opportunità per il futuro”.

Due programmi diversi 

Il giornalista Jeremy Paxman ha affrontato con Corbyn diverse tematiche: dai suoi ideali repubblicani, fino al suo presunto appoggio all’Ira - da lui smentito -, ai rapporti con Hamas, e all’intenzione di smantellare l’arsenale nucleare. Ma il candidato ha garantito che, se eletto, sarà "un premier che ascolta" con un programma basato su nazionalizzazioni e una politica anti-austerità. May, invece, ha puntato sulle promesse in campo economico e di welfare, oltre che nel campo della sicurezza, diventato centrale nel dibattito britannico dopo l’attacco di Manchester del 22 maggio. La premier si è detta "disposta a essere una donna difficile" pur di raggiungere i suoi obiettivi. Ma gli ultimi sondaggi lasciano la sfida aperta, con il Labour in netta rimonta rispetto ai 25 punti di distanza registrati quando May aveva annunciato il ritorno alle urne.

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