Taiwan verso la legalizzazione dei matrimoni gay

Taiwan potrebbe essere il primo Paese asiatico a legalizzare le nozze gay (Getty Images)
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La Corte Costituzionale di Formosa ha dichiarato fuorilegge il divieto di nozze tra due persone dello stesso sesso. Il Parlamento ora dovrà intervenire

Taiwan potrebbe essere il primo Paese asiatico a legalizzare i matrimoni omosessuali. Almeno secondo quanto stabilito dalla Corte Costituzionale, che ha chiesto al Parlamento di modificare la legge per cui le nozze possono essere celebrate solo tra un uomo e una donna.

La palla passa ora al Parlamento

Dopo due mesi di esame del ricorso presentato dagli attivisti per i diritti civili, mercoledì 24 maggio alle 16 (le 10 del mattino in Italia), i 14 giudici della Corte Costituzionale taiwanese hanno definito "incostituzionale" la legge taiwanese che ammette solo il matrimonio tra persone di sesso diverso. La norma attuale, infatti, "non garantisce la libertà di matrimonio e l'uguaglianza tra i cittadini". La decisione, molto attesa dalla comunità Lgbt, apre ora la strada al processo legislativo che dovrebbe portare alla legalizzazione dei matrimoni gay o delle unioni tra persone dello stesso sesso. Quello che la Corte chiede al Parlamento è, infatti, di modificare il Codice civile. Oppure, entro due anni, arrivare a una nuova legge ad hoc che legalizzi le nozze omosessuali.

La proposta della presidente Tsai Ing-Wen

La battaglia per i diritti omosessuali è iniziata a Formosa negli anni '80, ma una proposta di legge sulle nozze gay è stata presentata al Parlamento taiwanese solo nel dicembre scorso dal partito della presidente progressista-indipendentista Tsai Ing-Wen

Effetto domino in tutta la regione?

La decisione di Taiwan potrebbe essere d'esempio per tutta l'Asia, e in particolare per quei Paesi in cui le richieste di pari diritti si fanno sempre più pressanti, come Giappone e Corea del Sud. La legalizzazione dei matrimoni gay potrebbe rendere Taiwan – territorio su cui la Cina rivendica ancora l'autorità – una vera "isola"  in un'area in cui spesso gli omosessuali sono perseguitati: la mossa di Taipei, peraltro, potrebbe essere letta anche come una nuova presa di distanza da Pechino e dalle sue pretese di riunificazione nei confronti dell'isola.

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