Giappone: la Camera approva una contestata legge anti-terrorismo

Il premier Shinzo Abe durante la votazione della legge alla Camera dei rappresentanti (Getty Images)
3' di lettura

Un ramo del parlamento nipponico ha dato il via libera a una norma anti-cospirazione che, secondo il governo, sarà fondamentale per contrastare la criminalità organizzata e i gruppi terroristici anche in vista dei Giochi olimpici del 2020

La Camera dei rappresentanti giapponese ha approvato un disegno di legge anti-cospirazione che, secondo il governo guidato dal premier Shinzo Abe, sarà fondamentale per contrastare il terrorismo e la criminalità organizzata. Per le opposizioni però il testo, che per entrare in vigore dovrà essere approvato dall’altro ramo del parlamento, conferisce eccessivi poteri alle autorità inquirenti, con il rischio di iniziative arbitrarie nei confronti dei cittadini. Secondo il primo ministro Abe le nuove norme sono necessarie per garantire la sicurezza in vista dei Giochi olimpici che si terranno nel Paese nel 2020.

La legge

Il testo prevede che possano essere accusati di cospirazione gruppi di persone – superiori alle due – in cui almeno una procuri fondi, attrezzature, armamenti o fornisca locali che possano essere utilizzati per commettere un reato. Fra le attività punite sarà previsto anche il proselitismo, mentre verranno concesse pene ridotte a coloro che si consegneranno prima che il crimine venga commesso. Dopo l’approvazione del 23 maggio alla Camera dei rappresentanti, il governo punta ad emanare la legge entro la metà di giugno. L’introduzione della norma nel codice penale, secondo l’esecutivo, consentirà al Giappone di ratificare la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale, che è stata approvata dal parlamento nel 2013 ma che non può diventare effettiva senza una legge anti-cospirazione. "Il trattato – ha dichiarato il Segretario del gabinetto, Yoshihide Suga – è necessario per promuovere la cooperazione internazionale in materia di lotta al terrorismo". Al momento – ha aggiunto Suga – il Giappone, che ha firmato il trattato nel 2000, è l'unico paese del G7 a non averlo ratificato.

Proteste da parte delle opposizioni

Il Segretario del gabinetto ha dichiarato anche che il nuovo disegno di legge sarà rigorosamente applicato ai terroristi e alle organizzazioni criminali e non ai cittadini comuni. Il testo, però, ha suscitato numerose proteste da parte delle opposizioni che temono che possa essere utilizzato nei confronti di associazioni civili. Già in passato la legge non era stata approvata perché la definizione dei "gruppi" era stata considerata troppo vaga. Forti perplessità sono state avanzate anche dai movimenti per i diritti civili e secondo Motoji Kobayashi, presidente dell'Associazione degli avvocati di Tokyo, "il disegno di legge è contrario ai principi fondamentali del codice penale del nostro paese e del sistema giuridico" e "minaccia la funzione di tutela dei diritti umani".

Troppi reati previsti nel testo

Nella prima stesura la legge prevedeva 676 crimini che sono stati ridotti a 277 nel testo approvato dalla Camera dei rappresentanti. Secondo Yukio Yamashita, membro dell'Associazione degli avvocati di Tokyo, si tratta ancora di un numero eccessivo considerato che alcuni "non sono necessari". Inoltre, per l’Associazione, l’assenza nell’ordinamento di una legge anti–cospirazione non rappresenterebbe un ostacolo alla ratifica del trattato delle Nazioni Unite, come invece sostiene il governo che la ritiene necessaria per perseguire reati transnazionali come il traffico di essere umani, di stupefacenti e il riciclaggio di denaro.

Leggi tutto