Olanda, per 21 anni il re ha pilotato aerei di linea in incognito

Guglielmo Alessandro è pilota militare dello squadrone 334 dell'Aeronautica olandese con il quale ha conseguito il grado di colonnello (Getty Images)
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Guglielmo Alessando, regnante dei Paesi Bassi dall’aprile del 2013, ha rivelato in un'intervista di aver "guidato" diversi voli della compagnia di bandiera Klm almeno un paio di volte al mese negli ultimi due decenni 

Per 21 anni il re di Olanda, Guglielmo Alessandro, è riuscito ad assecondare la sua più grande passione senza mai farsi scoprire. Negli ultimi due decenni, infatti, il regnante dei Paesi Bassi si è messo ai comandi di un aereo della compagnia di bandiera Klm come copilota per almeno due volte al mese, senza che i passeggeri se ne accorgessero. Lo ha rivelato lui stesso in un’intervista concessa al quotidiano olandese De Telegraaf al quale ha confidato: "Trovo che volare sia fantastico".

 

Anche una volta salito sul trono

Nell’intervista Guglielmo Alessandro ha rivelato che ha cominciato a mettere le mani sulla cloche di aerei per il trasporto passeggeri quando era principe ereditario e di aver continuato anche dopo essere salito sul trono, a seguito dell’abdicazione della madre Beatrice nell'aprile del 2013. Willem-Alexander (il nome del re in olandese) ha co-pilotato spesso a fianco del comandante e amico Maarten Putman, con il quale ha operato voli sia per il governo che per il servizio passeggeri business della Klm Cityhopper, usati per collegare molte città europee nel Regno Unito, Germania e Norvegia. Il re di Olanda ha rivelato di aver volato a bordo di aerei Fokker 70 che, però, da poco sono stati sostituiti da 737, motivo per il quale Guglielmo ha dichiarato di voler intraprendere un corso per imparare a pilotare questi Boeing.

 

Appassionato da sempre

La passione per il volo dell’attuale re era già nota. Guglielmo Alessandro, infatti, è pilota militare dello squadrone 334 dell'Aeronautica olandese con il quale ha conseguito il grado di colonnello ma nessuno sospettava che nel "tempo libero" pilotasse in incognito aerei passeggeri della compagnia di bandiera. Durante l’intervista ha svelato che è stato riconosciuto poche volte dai passeggeri perché ha sempre tenuto ben basso il berretto previsto dall’uniforme e perché non ha mai usato il suo nome. Qualche volta però è stato tradito dalla voce che qualche concittadino particolarmente attento ha riconosciuto attraverso gli altoparlanti dell’aereo. Quando piloti, ha spiegato Guglielmo al De Telegraaf "hai la responsabilità di un aereo, dei passeggeri e di un equipaggio. Non puoi portarti appresso i problemi, devi staccare da tutto e concentrarti su qualcosa di diverso", per questa ragione ha annunciato di non voler smettere perché volare è "il modo migliore per rilassarsi".

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