Siria, Usa: pronti a nuove sanzioni contro Assad. Scontro con Mosca

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Al vaglio del Pentagono ci sarebbe anche l'ipotesi che la Russia possa aver avuto un ruolo nell'attacco chimico del 4 aprile. Ma il Cremlino smentisce. Il Belgio sospende le operazioni aeree anti-Isis

Nuove sanzioni in arrivo dagli Stati Uniti contro la Siria dopo l’attacco missilistico degli Usa alla base siriana di Shayrat (MISSILI TOMAHAWK: COSA SONO), una risposta ai raid con i gas sulla popolazione nella provincia di Idlib che hanno causato la morte di 80 persone tra cui almeno 30 bambini. La decisione è stata annunciata dal segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, che ha parlato con i giornalisti a Mar-a-Lago. Ma è scontro con la Russia e il Pentagono sta cercando di capire se ci sia stato anche un eventuale ruolo di Mosca nella strage chimica.  

 

Ospedale con feriti bombardato cinque ore dopo l'attacco - Il Pentagono sospetta che un caccia russo possa aver bombardato un ospedale a Khan Sheikhoun in cui erano state trasportate le vittime dell'attacco chimico, appena cinque ore dopo il bombardamento, con l'intenzione di eliminare le prove di quanto accaduto. Una fonte citata da The Hill ha detto, a questo proposito: “Non sappiamo perché qualcuno abbia colpito la struttura. Ma il fatto che qualcuno potenzialmente colpisca l'ospedale per coprire le prove di un attacco chimico, circa cinque ore più tardi, è una questione alla quale siamo molto interessati”. Il portavoce del Cremlino, Dmity Peskov, interpellato dalla Cnn, ha replicato così alle ipotesi avanzate dagli americani: "Non è vero". 

 

Trump ringrazia le forze armate - "Congratulazioni ai nostri uomini e donne delle forze armate per aver rappresentato gli Stati Uniti, e il mondo, così bene nell'attacco in Siria". Lo afferma il presidente Donald Trump su Twitter. Si tratta del primo commento ufficiale di Trump sul raid in Siria dal discorso
alla nazione di giovedì sera.

 

 

Usa: "Pronti a sferrare nuovi attacchi" - Le tensioni tra Usa e Russia si sono manifestate anche durante il Consiglio di sicurezza dell’Onu. “Se sarà necessario saremo pronti a sferrare nuovi attacchi”, ha detto l’ambasciatrice americana, Nikki Haley, ricordando che il lancio dei 59 missili sulla Siria potrebbe non essere l’ultimo. Washington, comunque, continua a sperare in una soluzione politica ma, allo stesso tempo, vuole dimostrare che la linea del presidente Trump è quella di non restare impassibile davanti alle provocazioni.
Intanto, l'ex segretario di Stato, John Kerry, si è schierato con il presidente in favore del raid in Siria.

 

 

La replica di Mosca: navi russe nel Mediterraneo e avvertimento all'Onu - La risposta di Mosca non si è fatta attendere: la fregata russa Admiral Grigorovich, armata con missili da crociera Kalibr, è partita ieri dal Mar Nero per raggiungere il punto da cui le navi americane hanno lanciato l’attacco, per poi dirigersi verso la base navale siriana di Tartus. La flotta russa nel Mediterraneo può contare attualmente su circa dieci tra navi da guerra e di supporto. Nonostante le tensioni tra Usa e Russia, resta in agenda la visita del segretario di Stato americano Tillerson.

 

Ong: "Raid Coalizione Usa su Raqqa: 20 morti" - È di almeno 20 uccisi il bilancio di un raid aereo nella Siria settentrionale in una zona controllata dallo Stato islamico. Secondo quanto riferito dall'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria il raid è stato effettuato da aerei della Coalizione anti-Isis a est di Raqqa.  

 

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