Siria, ecco i Tomahawk: missile con gittata di 2500 chilometri

Uno dei 59 Tomahawk lanciati dalle navi statunitensi Ross e Porter durante la notte tra il 6 e il 7 aprile 2017 contro la Siria (Getty Images)
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Lanciati per la prima volta durante la Guerra del Golfo nel 1991, oggi rappresentano l'arma strategica primaria della Marina degli Stati Uniti. Controllati con sistema satellitare, hanno un costo proibitivo. Clinton li utilizzò nel 1998 come alternativa all'escalation militare

Alle 4,40 siriane (3,40 in Italia) del 7 aprile i cacciatorpedinieri statunitensi Ross e Porter hanno lanciato dal Mediterraneo orientale 59 Tomahawk: missili da crociera (cruise) a media-lunga gittata che hanno raggiunto la base di Al Shayrat, poco lontana da Homs, in Siria. Non è la prima volta che questo tipo di armamento fa la sua comparsa in guerra. I primi Tomahawk (il nome deriva dalla tipica ascia degli Indiani d'America) sono stati lanciati il 17 gennaio 1991 quando, durante la Guerra del Golfo, 288 di questi missili vennero utilizzati per dare inizio all’operazione "Desert storm" contro l'Iraq di Saddam Hussein. Progettati per volare ad altitudini estremamente basse e ad alte velocità, vengono guidati verso gli obiettivi da un sofisticato sistema satellitare che - teoricamente - permette di ridurre al minimo il margine di errore. Oggi rappresentano l'arma strategica primaria della marina degli Stati Uniti.

 

Impiego su vasta scala e operazioni circoscritte – Nel recente passato i missili da crociera Tomahawk sono stati utilizzati in numerose operazioni militari non solo dagli Stati Uniti, ma anche dalla Gran Bretagna. Dopo un impiego massiccio durante la Guerra del Golfo, questi missili hanno continuato a essere lanciati, tra il 1993 e il 1998, sempre contro l'Iraq in attuazione delle no fly zone nel Nord e nel Sud del Paese. Nel settembre 1995, 13 cruise sono stati utilizzati da un incrociatore contro batterie serbe in Bosnia. Tre anni più tardi, il presidente Bill Clinton, diede l’ordine di bombardare con questi missili le basi di Al Qaeda in Afghanistan e Sudan in risposta agli attentati alle ambasciate americane di Nairobi e Dar Es Salaam. In totale, in 26 anni, sono stati finora lanciati da navi e sottomarini americani e britannici circa 2500 Tomahawk, di cui ben 802 sono stati utilizzati durante l'invasione dell'Iraq del 2003. Recentemente sono stati utilizzati anche durante la Guerra in Libia. Al momento la Us Navy avrebbe a disposizione 3500 Tomahawk mentre la Royal Navy dovrebbe averne circa un centinaio.

 

Gittata e margini di errore teorici – La gittata dei Tomahawk varia, secondo le versioni, tra i 460 e i 2500 km. Per percorrere distanze così ampie vengono lanciati con un razzo-booster e mantengono il volo di crociera grazie a un piccolo turboreattore che si avvale di due alette che si dispiegano dopo il lancio. Per colpire gli obiettivi utilizzano un avanzato sistema di navigazione che corregge costantemente la rotta e la quota di volo. La versione più recente, la Block IV, per orientarsi utilizza anche i dati condivisi da aerei, droni, navi, satelliti e soldati sul campo, riprogrammandosi mentre è già in volo. Queste caratteristiche permettono ai Tomahawk di colpire l'obiettivo con un margine di errore - sempre teorico - di pochi metri.

 

Costano 800mila dollari l’uno - Progettato e realizzato per la prima volta alla fine degli anni '70, nella versione più moderna arrivano a una lunghezza di 6,25 metri, per un costo unitario che si aggira intorno agli 800mila dollari (circa 753mila euro). Il Tomahawk può essere armato con una testata esplosiva convenzionale di 450 kg (Tlam-c), oppure con 166 piccole bombe a frammentazione (Tlam-d) e viene utilizzato principalmente da navi e sottomarini. Nel 1991 è stata ritirata la versione Tlam-n che era armata con una testata nucleare da 200 chilotoni.

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