Strage di San Pietroburgo: 14 vittime. Confermata ipotesi kamikaze

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Sale il bilancio dell’attentato nella metropolitana. Gli inquirenti avrebbe identificato l'autore della strage, i cui resti sono stati trovati in uno dei vagoni. Proclamati 3 giorni di lutto. FOTO - VIDEO

San Pietroburgo è ancora sotto choc (La cronaca della strage). Il giorno dopo la bomba nella metro, che ha provocato finora 14 vittime, la seconda città della Russia prova a rialzarsi (foto -  video). Secondo gli inquirenti russi ad attivare la bomba sarebbe stato un kamikaze, la cui identità è stata individuata ma al momento non verrà diffusa per ragioni investigative. I resti dell'autore della strage, spiega il comitato investigativo russo, "sono stati rinvenuti nel terzo vagone del treno della linea blu". Potrebbe trattarsi di un 22enne di origine kirghisa.



Scagionato l'uomo che appariva in una foto - Inoltre sarebbe stato scagionato l'uomo della foto diffusa da molti media e indicato, in un primo momento, come uno dei probabili attentatori: si sarebbe riconosciuto nello scatto circolato durante la giornata di ieri e si sarebbe presentato di sua spontanea volontà a una stazione della polizia.

Colloquio tra Donald Trump e Putin
- Intanto, dopo che il presidente Putin - che ieri si trovava in città - ha deposto dei fiori sul luogo dell’attacco, sono stati proclamati 3 giorni di lutto cittadino. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha telefonato al suo omologo russo per esprimere le condoglianze e offrire il suo sostegno nella lotta al terrore. Tutta la comunità internazionale ha condannato l’attentato.

 

Chiusa anche oggi la metropolitana - La stazioni che servono l'intera tratta centrale della linea blu, teatro ieri dell'attacco terroristico, sono chiuse al pubblico anche oggi. In totale le stazioni della linea blu inagibili sono dunque 7. Lo riporta la Tass. Secondo il sito Fontanka, che cita organi di polizia, la chiusura e' stata decisa dopo una telefonata anonima che denunciava il piazzamento di possibili ordigni esplosivi.

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