Brexit, il governo prepara la legge per una "transizione soft"

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Il giorno dopo l’avvio formale della uscita di Londra dalla Ue, l’esecutivo di Theresa May è al lavoro su un “libro bianco” per il “Great Repeal Bill”, la norma che revocherà la giurisdizione europea sul Regno Unito. Gentiloni: "Decisione accolta con rammarico". Juncker annuncia: “Negozieremo in modo onesto e non ingenuo”. COSA CAMBIERA'

Il giorno dopo aver ufficializzato l’avvio della Brexit, a Londra il governo di Theresa May è al lavoro per gettare le basi di "una transizione morbida e stabile" verso la fine della legislazione Ue in Gran Bretagna. L’obiettivo dell’esecutivo è indicato in un “libro bianco” sul Great Repeal Bill, la legge destinata a revocare la giurisdizione delle norme e delle Corti europee sul regno. 

 

Il ministro britannico per la Brexit David Davis, presentando alla Camera dei Comuni il libro bianco sul Great Repeal Bill, ha detto che "non ci sarà più nessun ruolo per la Corte di giustizia dell'Unione europea".

 

La legge che revocherà la giurisdizione europea su Londra - La Grande Legge di Revoca entrerà in vigore a conclusione dei negoziati sulla Brexit con Bruxelles, prevista entro due anni, ma nel frattempo il testo dovrà essere sottoposto al parlamento di Westminster e dovranno essere create le condizioni per la sua attuazione. Tutti i ministeri, riferisce la Bbc citando i contenuti del “libro bianco”, sono stati impegnati in particolare a delineare piani ad hoc per il "ripristino della piena sovranità" britannica sui dossier di competenza. (BREXIT, LE PROSSIME TAPPE)
Il Great Repeal Bill cancellerà lo European Communities Act del 1972. Abolirà la giurisdizione della Corte di Giustizia Europea e trasferirà nella legislazione nazionale tutte le norme Ue, che in parte potranno essere poi abolite o trasformate in leggi statali. (LE TAPPE DELL'ADDIO DI LONDRA ALL'UE)

 

L'addio ufficiale - Nella giornata del 29 marzo c’è stato il primo atto formale della Brexit, con l'ambasciatore britannico all’Ue che ha consegnato al presidente Tusk la lettera di notifica dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona: si tratta del passo ufficiale che segna l’avvio del divorzio del Regno Unito da Bruxelles. Mentre la premier Theresa May lo ha definito “un momento storico”, promettendo ai cittadini britannici che "Il meglio è davanti a noi”, le istituzioni europee hanno parlato di "giorno triste”.

 

Juncker: "Negoziati onesti ma non ingenui" - Il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker ieri ha detto: “I britannici hanno deciso per iscritto di lasciare la Ue, una scelta che rimpiangeranno un giorno”. Oggi ha ribadito che “l'Ue negozierà in modo fermo e onesto ma non saremo ingenui. Ora la palla è nel nostro campo, daremo una risposta entro aprile”. 

 

Juncker ha poi aggiunto: "La Brexit non è la fine di tutto. La dobbiamo rendere l'inizio di qualcosa di nuovo, più forte e migliore. Non è la fine. Trump è stato felice che ci fosse la Brexit, ed ha chiesto che altri Paesi facessero la stessa cosa. Se continua così promuoverò l'indipendenza dell'Ohio e di Austin Texas dagli Usa".

 

Gentiloni, decisione accolta con rammarico - “Ieri è stata una giornata dominata dalla decisione, frutto di una libera e democratica scelta del popolo britannico, di avviare il percorso uscita del Regno Unito dall'Unione Europea. Non è una decisione che italiani e europei hanno accolto con gioia, tutt'altro, è stata accettata come una decisione legittima e democratica, ma accettata con rammarico”, ha detto il premier Paolo Gentiloni. L’ex primo ministro Renzi ha invece parlato di “scelta che farà più male a loro che a noi europei”.

 

 

 

 

Hollande a May: “Prima parlare di modalità ritiro” - "Bisogna impegnare le discussioni sulle modalità del ritiro della Gran Bretagna dall'Unione Europea prima di affrontare quella sui futuri rapporti tra Ue e Regno Unito”, ha detto il presidente francese Francois Hollande alla premier britannica Theresa May.

 

I commenti di Avramopoulos e Tajani - Il commissario europeo per la Migrazione Dimitris Avramopoulos si è invece detto dispiaciuto per la Brexit “ma siamo pronti per il processo che ora dovrà seguire”. Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, in un’intervista a la Repubblica, ha fatto notare che "se esce senza intesa, il Regno Unito sarà trattato come un qualsiasi paese terzo e i nostri rapporti saranno regolati dalle norme del Wto, il che prevede anche i dazi sulle sue merci”. Inoltre, dichiara Tajani, "il Regno Unito dovrà pagare decine di miliardi di contributi già previsti al bilancio europeo anche dopo la Brexit", onorando "tutti gli impegni presi fino al 2020 e oltre”.

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