Francia, dopo 43 anni Carlos condannato al terzo ergastolo

Ilich Ramirez Sanchez, detto “Carlos lo Sciacallo” (Fotogramma)
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Il venezuelano, considerato il terrorista più temuto degli anni '70, è stato ritenuto colpevole degli attentati al Drugstore publicis di Parigi nel 1974. La Corte d'assise parigina ha sentenziato: “Omicidio plurimo a scopi terroristici”

Ilich Ramirez Sanchez, detto “Carlos lo Sciacallo”, è stato condannato al terzo ergastolo per l'attentato al Drugstore Publicis di Parigi nel 1974. La sentenza di condanna è legata alla strage nella quale persero la vita due persone e altre 34 rimasero ferite.  

 

Terzo ergastolo per lo Sciacallo – Arriva così dopo 43 anni la terza condanna a vita per uno dei terroristi più temuti degli anni '70. Omicidio plurimo a scopi terroristici: questo il capo di accusa nel processo-lampo durato circa due settimane e contro il quale i legali del condannato hanno già comunicato di ricorrere in appello. Carlos, 67 anni, sta già scontando nelle carceri francesi una condanna a due ergastoli per l'omicidio, compiuto a Parigi nel 1975, di tre uomini fra cui due poliziotti. La seconda condanna gli è stata inflitta per 4 attentati esplosivi compiuti tra nel 1982 e 1983 su due treni diretti a Parigi e Marsiglia, in cui persero la vita 11 persone e altre 150 rimasero ferite.  

 

La carriera di un terrorista - Ilich Ramirez Sanchez è passato alla storia del crimine per essere uno dei terroristi più enigmatici e temuti d'Europa, nell'epoca in cui in Italia infuriavano gli "Anni di piombo". Durante gli anni '70 e '80 le sue azioni hanno letteralmente sconvolto le città della Francia. Nasce a Caracas il 12 ottobre 1949 da un ricco avvocato di estrema sinistra che gli dà il nome di Lenin, all'anagrafe Vladimir Ilyich Ul'janov. Già adolcescente inizia la sua avventura politica entrando a 15 anni come militante nei giovani comunisti venezuelani, quindi parte per studiare prima a Londra e poi a Mosca. Dopo l'esperienza in Unione Sovietica si arruola nel Fronte popolare per la liberazione della Palestina da cui riceve un addestramento militare. Nel 1973 compie il suo primo attentato contro Joseph Edward Sieff, allora presidente della catena di grandi magazzini britannica Marks and Spencers. Sieff, esponente di spicco della comunità ebraica londinese, sopravvive alla ferita di arma da fuoco alla testa.

 

Gli attentati e la condanna – Dopo il tentato omicidio contro Sieff, Carlos uccide nel 1975 a Parigi i due poliziotti e l'informatore Michel Moukharbal. Definitosi “rivoluzionario di professione” diventa “lo Sciacallo” dopo che Barry Woodhams, fidanzato con una ex del terrorista, scova una borsa piena di armi nell'appartamento di Londra dove Carlos era rimasto nascosto per qualche tempo. L'uomo consegna tutto il materiale a un reporter del "Guardian", che ispezionando la valigia trova una copia del romanzo “Il giorno dello sciacallo” di Frederick Forsyth, considerato una pietra miliare delle spy story. Oltre ai quattro attentati dinamitardi a Parigi e Marsiglia, nel 1982 e 1983 il suo nome viene legato a diversi casi oscuri di fine secolo, a cominciare dalla Strage di Bologna.

 

L'arresto in Sudan - Dopo una sequela di attentati, fughe, belle donne, sigari, auto di lusso e grandi hotel, Carlos finisce in manette. È il 14 agosto 1994: viene arrestato a Khartoum, in Sudan, dal controspionaggio francese. Da allora vive nelle prigioni transalpine, dove si è convertito all'islam.  

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