Khalid Masood, 52 anni, del Kent. Ecco chi era il killer di Londra

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Il suo vero nome era Adrian Russel Ajao. Per vent'anni aveva commesso crimini, entrando e uscendo da diverse prigioni. Padre di tre figli, cambiava spesso abitazione e identità. Scotland Yard ha diffuso una sua fotografia 

Era nato il giorno di Natale del 1964, nel Kent, l’attentatore che ha sferrato l’attacco del 22 marzo a Westminster e che è poi stato ucciso dagli agenti inglesi. Dopo la conversione all’Islam - avvenuta in età già avanzata - l’uomo si faceva chiamare Khalid Masood, ma, come ha reso noto l’antiterrorismo della Gran Bretagna, il suo vero nome sarebbe stato Adrian Russel Ajao. L’attentatore, secondo la polizia metropolitana, avrebbe cambiato identità più e più volte: uno dei suoi nomi sarebbe stato anche Adrian Elms. Scotland Yard ha diffuso una sua fotografia. L'uomo, di carnagione scura, è calvo e con la barba, come era apparso nelle immagini riprese durante i concitati secondi dell'attacco a Westminster. L'immagine, molto probabilmente, è stata ricavata dalla fototessera di qualche documento di Masood.


Circa vent'anni di guai con la giustizia - Scavare nel passato di Masood, come hanno scoperto gli agenti britannici già dal giorno dopo l’attentato, significa scandagliare anni di violenza. Un ventennio, circa. Le autorità hanno fatto sapere che l’uomo “era conosciuto dalla polizia e aveva una serie di condanne precedenti per aggressione, incluse lesioni personali gravi, possesso di armi offensive e reati di ordine pubblico”. 

La prima e l'ultima condanna - Per risalire alla prima condanna di Masood bisogna tornare indietro fino al novembre del 1983 quando venne fermato per ”atti vandalici”. L’ultimo incontro con la polizia britannica, invece, è documentato nel dicembre del 2003, quando l’attentatore venne sorpreso con un coltello. Tre anni prima, nel 2000, era stato arrestato dopo aver sfregiato la faccia di un uomo. Anche in quell'occasione, l'arma usata era un coltello. 

I periodi in prigione e la radicalizzazione - Per i crimini commessi, Masood ha trascorso diverso tempo nelle prigioni di Lewes, di Wayland e alla “Ford open prison”, nel West Sussex. Le ipotesi più accreditate attribuiscono proprio ai periodi trascorsi nei penitenziari una possibile radicalizzazione dell’uomo. Secondo altri report, citati da Sky News, invece, Masood avrebbe trascorso quattro anni in Arabia Saudita e la radicalizzazione sarebbe avvenuta in quel periodo.  

I sospetti di "estremismo violento" - Dopo l’attentato, il primo ministro britannico, Theresa May, ha fatto sapere che Masood era entrato nei radar dell’intelligence del Regno Unito quando, qualche anno fa, “era stato indagato in relazione a preoccupazioni sul suo estremismo violento”. Ma, ha sottolineato la premier, l'uomo era stato considerato come “una figura periferica” tant’è che il suo caso “non faceva parte dell’attuale quadro d’indagine dell’intelligence”.  

Una vita da nomade - Quello di Masood è stato definito dagli inquirenti come “uno stile di vita nomade”. Con la moglie e i suoi tre figli, l’uomo avrebbe cambiato residenza più e più volte. Aveva vissuto per più di due anni, fino al 2013, come riporta il Telegraph, a Luton. Poi si era spostato a Forest Gate, a Est di Londra, dove i vicini hanno detto che frequentava una moschea vicino a Leyton. Dopodiché, un nuovo spostamento: vicino al villaggio olimpico. Nell’ultimo anno, Masood si era stabilito a Birmingham e nelle ultime sei settimane aveva vissuto in Hangley road, nel quartiere a maggiore densità islamica della cittadina. Il suo appartamento è stato protagonista del blitz della polizia la notte dopo l’attentato. 

Appassionato di giardinaggio e culturismo - A svelare qualche dettaglio sulla vita privata dell’attentatore è stata una sua vicina di casa di Birmingham, Iwona Romek, citata dal Guardian. La donna ha descritto Masood come un appassionato di giardinaggio. Ma altre fonti parlano anche di un'altra passione dell'attentatore: quella per il culturismo e l'esercizio fisico. Romek ha descritto l’aggressore come “un brav’uomo” con cui non aveva "mai avuto nessun problema". La famiglia, ha raccontato, si era poi trasferita improvvisamente nel 2016.  

Insegnate di inglese, ma mancano i riscontri - Sulla professione di Masood rimangono ancora molti dubbi. L’uomo, come ha riferito la Bbc, si definiva un “insegnante” ma non risulta che abbia mai esercitato la sua professione in nessuna scuola statale britannica.

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