Crisi Olanda-Turchia, Erdogan: "Razzisti, la pagheranno"

3' di lettura

In migliaia in strada a Istanbul contro la decisione di negare il permesso al volo verso i Paesi Bassi del ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu. Strappata bandiera olandese. Una ministra turca respinta e rimandata in Germania: "Trattamento inumano e immorale"

L'Olanda "pagherà il prezzo" per il comportamento "vergognoso" nei confronti dei ministri turchi. L'ultima dichiarazione di Recep Tayyp Erdogan è il suggello della crisi aperta tra l'Aja e Ankara, in seguito alla decisione del governo olandese di accompagnare al confine la ministra turca della Famiglia Fatma Beytul Sayan Kaya impedendole di entrare al consolato e di vietare l'atterraggio del volo del titolare degli Esteri turco Cavusoglu.

 

Proteste a Istanbul - Proteste contro l'Olanda a Istanbul, dopo l'ingresso rifiutato ai ministri turchi. Una folla si è radunata davanti al consolato olandese e i dimostranti hanno strappato la bandiera. Poi un uomo ha issato la bandiera turca sull'edificio del consolato olandese. Ieri sera migliaia di persone hanno manifestato sotto il consolato olandese a Istanbul, dando vita a un notevole assembramento: bandiere, immagini del presidente RecepTayyip Erdogan, canti e slogan nazionalisti. 
 

 

La denuncia della ministra turca - È rientrata a Istanbul la ministra della Famiglia e delle Politiche sociali turca, Fatma Beytul Sayan Kaya, che ieri era stata respinta dall'Olanda e riaccompagnata alla frontiera tedesca. In una conferenza stampa al suo arrivo all'aeroporto Ataturk, Sayan Kaya ha denunciato l'arresto a Rotterdam dell'incaricato d'affari e di cinque membri del suo staff, e che i giornalisti sono stati attaccati da cani e cavalli della polizia. "Siamo stati fermati a 30 metri dall'edificio del consolato - ha detto - e non ci è stato permesso di entrare. Al nostro capo console non è stato permesso di uscire per incontrarci...Siamo stati trattenuti per ore e sottoposti a un trattamento inumano, immorale".

 

 

Convocato ad Ankara l’ambasciatore d’Olanda - Ieri le autorità olandesi hanno negato il permesso al volo del ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu. Il suo viaggio nei Paesi Bassi era finalizzato a convincere la comunità turca residente nei Paesi Bassi a votare “sì al referendum costituzionale” con cui la Turchia è chiamata a decidere del passaggio al sistema presidenziale il prossimo 16 aprile, una riforma voluta dal presidente Erdogan. Lo stesso presidente è intervenuto pochi minuti dopo il veto tuonando: "Ora vedremo come faranno i voli dall'Olanda ad arrivare in Turchia".

 

Erdogan: “Divieto è reminiscenza nazista e fascista" - Agli attacchi provenienti dalla Turchia ha replicato il premier olandese Mark Rutte che ha affermato che "con il paragone del nazismo il limite è stato ampiamente superato". Il premier turco Binali Yildirim ha rincarato la dose, affermando che dopo la decisione di negare il permesso all'aereo "non si può considerare l'Olanda come un alleato", nonostante i due paesi facciano entrambi parte della Nato.

 

Non solo l’Olanda a opporsi - La programmazione di una serie di comizi in Europa da parte di esponenti del governo turco ha trovato, nelle ultime settimane, l'opposizione da parte del governo olandese, austriaco, ma soprattutto tedesco, portando Ankara e Berlino sull'orlo di una crisi diplomatica. In Olanda le polemiche sono esplose dopo che l'ultradestra xenofoba di Gert Wilders aveva chiesto che un veto formale fosse emesso nei riguardi di tutti gli esponenti del governo turco, chiedendone l'arresto nel caso si fossero recati nel Paese e facendone un cavallo di battaglia della campagna elettorale che si concluderà con le elezioni previste in Olanda il prossimo 15 marzo.

 

PROTESTE DALL'OLANDA ALLA TURCHIA: FOTOGALLERY

Leggi tutto