Spagna, sciopero generale della scuola contro i tagli

Una delle manifestazioni recenti del mondo della scuola spagnolo, nell'aprile del 2016 (Getty Images)
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In piazza professori, studenti e genitori contro la "Lomce", la Legge organica per migliorare la qualità educativa spagnola. I manifestanti denunciano i tagli nel settore pubblico e "il caos nella convocazione del bando di concorso" per le cattedre

In Spagna il mondo della scuola è sceso in piazza giovedì 9 marzo contro la "Lomce", la Legge organica per migliorare la qualità educativa voluta dal Governo di Mariano Rajoy. È il terzo sciopero generale cui prendono parte professori, studenti e genitori da quando alla guida del Paese c'è il Partito popolare.

L'appello a svuotare le aule –
La Piattaforma statale per la difesa della scuola pubblica, integrata dalle organizzazioni di studenti e genitori e dai sindacati dei professori, ha fatto un appello a "svuotare le aule" per denunciare i tagli all'istruzione proposti dalla manovra. Tagli che porterebbero alla "perdita di 30mila docenti e alla riduzione delle borse di studio per gli alunni con meno risorse". Una decina le associazioni che hanno indetto lo sciopero in diverse città – da Madrid a Siviglia, da Barcellona a Bilbao – e che contano sull'appoggio dichiarato di partiti come Podemos e Izquierda unida.

I dati del ministero – Proprio Izquierda unida, attraverso il suo profilo Twitter dedicato alla "difesa di un'educazione pubblica, laica, democratica e inclusiva", ha pubblicato i dati del ministero dell'Istruzione secondo cui solo negli ultimi sette anni la scuola pubblica ha visto venir meno 23mila cattedre, a fronte di un aumento di 9100 in quella privata.



Una manifestazione social –
Sui social network Social è possibile "osservare" la manifestazione con le foto e i video postati dai manifestanti, raggruppati sotto l'hashtag #HuelgaGeneralEducativa. Quello del 9 marzo è il 24esimo sciopero convocato dal 2012, il terzo cui prendono parte anche le famiglie.

Un patto solo politico –
I manifestanti sostengono che il patto educativo che si sta negoziando dal 21 febbraio al Congresso dei deputati, la Camera spagnola, "è soltanto politico e non sociale", e denunciano "il caos nella convocazione del bando di concorso" per le cattedre, che almeno sette Comunità hanno già dichiarato verrà posticipato di un anno. L'obiettivo dei manifestanti è quello di bloccare la Lomce, ma dal ministero dell'Educazione fanno sapere che, prima di paralizzare una legge, "bisogna che ce ne sia un'altra per non lasciare nell'incertezza 8,1 milioni di alunni e 680mila professori". Il ministro dell'Educazione Íñigo Méndez de Vigo ha comunque chiesto di sospendere la mobilitazione "perché non ha nessuna ragione e non avrà alcun effetto" e ha annunciato ai docenti che a fine mese o entro la prima settimana di aprile "ci sarà l'offerta pubblica di impiego più importante della storia".

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