Schengen, Consiglio Ue: "Presto nuovi controlli alle frontiere"

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L'obiettivo è rafforzare la lotta al terrorismo e ai foreign fighter. Il Parlamento ungherese approva una legge che prevede la detenzione per i richiedenti asilo fino alla decisione sulle loro domande. La Corte Ue: Stati non obbligati a dare visti umanitari

Il Consiglio Ue ha adottato il regolamento che modifica il codice Schengen e che prevede i controlli sistematici sui database per tutti i cittadini, anche quelli europei, in ingresso e in uscita dalle frontiere esterne dell’Unione. L'obiettivo è quello di rafforzare la lotta al terrorismo e in particolare al fenomeno dei foreign fighter, di ritorno da Iraq e Siria. Consiglio e Parlamento Ue dovranno ora firmare il provvedimento, che entrerà in forza venti giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale europea.

Stati membri non obbligati a concedere visti - Nella stessa giornata è arrivata anche la sentenza della Corte Ue sui visti umanitari. “Gli Stati membri – stabilisce – non sono tenuti, in forza del diritto dell'Unione, a concedere un visto umanitario” ai profughi che “intendono recarsi nel loro territorio con l'intenzione di chiedere asilo, ma restano liberi di farlo sulla base del rispettivo diritto nazionale”.

Ungheria: sì a detenzione per richiedenti asilo - Il tema dei migranti resta in primo piano anche in Ungheria. Il Parlamento di Budapest ha dato il via libera a una legge che prevede la detenzione per i richiedenti asilo entrati nel Paese fino alla decisione sulle loro istanze. Saranno rinchiusi in campi di confine con la Serbia e la Croazia. I migranti tengono l’Ungheria “sotto assedio”, ha detto il premier Viktor Orban. “L'immigrazione – ha aggiunto – è il cavallo di Troia del terrorismo”.

Due nuovi hotspot in Italia - Sull’immigrazione oggi sono arrivati anche i numeri dell’Oim (Organizzazione internazionale delle migrazioni). Sarebbero oltre 500 i migranti morti nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno mentre cercavano di raggiungere l’Europa. Le persone arrivate via mare sarebbero 19.384. L'Oim ha spiegato che oltre l'80 per cento degli sbarchi è stato registrato in Italia (15.760); il resto in Spagna (1.000) e Grecia (2.624). Nel nostro Paese, ha detto il capo della polizia Franco Gabrielli in un’audizione alla commissione d'inchiesta sul sistema d'accoglienza dei migranti, entro la fine del mese apriranno due nuovi hotspot: a Messina e Mineo (Catania). Si aggiungeranno ai quattro già operativi a Lampedusa, Pozzallo, Trapani e Taranto.  

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