Malesia, Guardian: tentativo di trafugare il corpo di Kim Jong-Nam

1' di lettura

Secondo il quotidiano britannico le autorità avrebbero fermato un individuo che tentava di rubare il corpo del fratellastro del leader di Pyongyang Kim Jong-Un. Intanto proseguono le indagini: tra gli 8 nordcoreani sospettati di essere coinvolti nella morte dell'uomo anche funzionari dell'ambasciata nordcoreana

La polizia malese, secondo quanto afferma il Guardian, ha denunciato oggi il tentativo da parte di una persona di trafugare il corpo di Kim Jong-Nam, il fratellastro del leader di Pyongyang Kim Jong-Un che è stato avvelenato all’aeroporto di Kuala Lumpur il 13 febbraio scorso,  dall'obitorio di Kuala Lumpur. Le forze dell'ordine hanno quindi deciso di presidare con diversi uomini l'ospedale per evitare altre intrusioni. Le autorità conoscono l'identità della persona in questione ma non hanno voluta renderla nota. Intanto proseguono le indagini sulla morte dell'uomo. Il capo della polizia malese, in una conferenza, ha detto che ci sono otto nordcoreani sospettati e che tra loro c’è anche un funzionario dell'ambasciata nordcoreana nella capitale malese.


Otto nordcoreani sospettati - L'ispettore generale Khalid Abu Bakar ha spiegato di non poter confermare se il governo nordcoreano sia dietro la morte di Kim Jong-Nam, ma ha aggiunto che “quello che è certo è che le persone coinvolte sono nordcoreane”. Quattro sospetti, secondo gli investigatori, potrebbero essere rientrati nella Corea del Nord il giorno stesso e le autorità malesi hanno chiesto a Pyongyang di trovarli e riconsegnarli a Kuala Lumpur. Tre sospettati, poi, sarebbero riusciti a far perdere le loro tracce ma potrebbero essere ancora in Malesia. Tra questi, il secondo segretario dell'ambasciata nordcoreana e un impiegato della compagnia di bandiera Air Koryo. Un altro sospettato nordcoreano, invece, è in custodia. Oltre a lui, la polizia malese ha arrestato nei giorni scorsi altre tre persone: due donne, una vietnamita e una indonesiana, e il fidanzato di quest'ultima. Secondo l’ambasciatore nordcoreano in Malesia, tre delle persone detenute potrebbero essere rilasciate a breve.

Le due donne sospettate - Durante la conferenza, è stato spiegato che le due donne sospettate dell'esecuzione materiale di Kim Jong-Nam sarebbero state addestrate ad applicare una tossina sul viso della vittima, e quindi a eliminarne le tracce dalle loro mani. La tossina sarebbe stata applicata sulle mani delle due donne dal nordocreano fermato.

Ancora non chiare cause decesso - Kim Jong Nam aveva un passaporto a nome Kim Chol: il capo della polizia si è riferito alla vittima usando questo nome. Non sono ancora state determinate le cause della sua morte. Secondo quanto ha reso noto il direttore generale della sanità malese, Noor Hisham Abdullah, l'autopsia non ha rilevato segni di attacchi cardiaci o ferite o punture sul corpo di Kim. Campioni medici sono stati inviati ad altri esperti, che dovranno individuare le cause del decesso. I risultati di tutti gli esami tossicologici non si avranno prima di una decina di giorni.

 

 

Data ultima modifica 22 febbraio 2017 ore 16:30

Leggi tutto