Omicidio Kim Jong-nam, quarto arresto in Malesia

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Si tratterebbe di un nordcoreano fermato dalla polizia malese dopo l’omicidio del fratello del leader di Pyongyang. Effettuata una seconda autopsia sul corpo della vittima

Sale a quattro il numero delle persone arrestate nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Kim Jong-nam, il fratellastro del leader nordcoreano ucciso lunedì mattina all’aeroporto di Kuala Lumpur. Venerdì, la polizia malese ha fermato un altro sospettato: è un uomo nordcoreano di 46 anni che, secondo i documenti di cui era in possesso, risponderebbe al nome di Ri Jong-chol. L’arresto è avvenuto vicino a Kuala Lumpur e gli inquirenti malesi ne hanno dato conferma con un breve comunicato. 

 

La seconda autopsia e le critiche dei nordcoreani - La polizia ha anche fatto sapere che è stata eseguita una seconda autopsia sul corpo di Kim Jong-nam per capire quali siano state effettivamente le cause del decesso. Ma la decisione ha scatenato le critiche dell’ambasciatore nordcoreano Kang Chol: “Rigetteremo in modo categorico l’esito dell’autopsia condotta unilateralmente senza la nostra presenza”, ha detto il diplomatico che ha parlato anche di “complotto politico” e di “forze ostili”. Inoltre, l’ambasciatore ha accusato le autorità malesiane di aver “violato le elementari leggi internazionali e le leggi consolari” negando la presenza di rappresentanti nordcoreani all’autopsia. 

 

Gli altri arresti - L’arresto del cittadino nordcoreano è avvenuto dopo quelli degli scorsi giorni che avevano coinvolto due donne, una vietnamita e una indonesiana, e un uomo malese di 26 anni. Subito dopo l’uccisione di Kim Jong-nam, invece, due donne sospettate di aver compiuto l’omicidio - e riprese dalle telecamere dell’aeroporto mentre aggredivano la vittima - sarebbero state trovate morte. 

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