Germania, Steinmeier nuovo presidente: "Dobbiamo avere coraggio"

Il nuovo presidente Steinmeier riceve i fiori da Angela Merkel. Alla sua destra il suo predecessore, Joachim Gauck - Foto: Getty
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Con un'ampia maggioranza, che ha visto convergere sul suo nome i voti di Cdu, Spd, liberali e buona parte dei Verdi, l'esponente socialdemocratico è stato eletto dodicesimo capo di stato tedesco. Merkel: "Accompagnerà il Paese in tempi difficili"

"Dobbiamo avere coraggio, quando il fondamento della democrazia altrove vacilla, allora noi dobbiamo restare saldi di fronte a questo fondamento" ha detto Frank-Walter Steinmeier, appena eletto 12esimo presidente della Repubblica tedesca. La sua elezione è stata definita "una bella notizia per l'Italia e per l'Europa dal premier italiano Gentiloni.

 

 

Eletto a larghissima maggioranza - Socialdemocratico, l'ex ministro degli Esteri (si è dimesso poche settimane fa in vista dell'elezione) è stato eletto con 931 voti è succede così a Joachim Gauck. Il minimo necessario per l'elezione a presidente era 631 e il nome di Steinmeier non è una sorpresa. La sua elezione è il frutto di un'intesa che ha visto la collaborazione della Cdu di Angela Merkel, all'inizio un po' fredda rispetto al suo nome, la Spd, i liberali a cui si sono aggiunti buona parte dei Verdi. Tra gli altri candidati presenti oggi  Christoph Butterwegge sostenuto dalla Linke ha ottenuto 128 voti, Albrecht Glaser, candidato dagli estremisti di destra della Afd 42, Alexander Hold dei Freie Waehler 25 e Engelbert Sonneborn dei Pirati 10. Gli astenuti sono stati 103. "Frank-Walter Steinmeier sarà presidente della Germania in tempi difficili, e io sono certa che, nella sua funzione, potrà accompagnare molto bene il Paese in questi tempi" ha detto Angela Merkel commentando il risultato dell'elezione. 

 

Steinmeier: "Questa epoca è difficile, ma è la nostra" - Nel suo discorso di insediamento Steinmeier ha citato una giovane attivistà tunisina incontrata quando era ministro degli Esteri e che gli aveva rivelato come la Germania le infondesse coraggio. "Non è meraviglioso che il nostro Paese, in questa patria difficile, sia diventato per molti nel mondo un'ancora di speranza?" ha commentato il neoeletto presidente. "Noi infondiamo coraggio non perché da noi sia tutto buono - ha continuato - ma perché abbiamo dimostrato che si può migliorare. Se vogliamo infondere coraggio agli altri, allora ne abbiamo bisogno anche noi". "Anche dopo la riunificazione c'era un po' di risentimento contro gli stranieri, ed è stata superata - ha aggiunto in un altro passaggio del breve discorso -. Sono sicuro che ci riusciremo anche oggi". "Signori - ha detto poi rivolto all'assemblea - insieme abbiamo costruito molto, e non sempre i tempi erano semplici. Anche oggi è un'epoca difficile, ma è la nostra"

 

Chi è Frank-Walter Steinmeier - Sessantuno anni, due volte ministro degli Esteri, una volta candidato cancelliere, ex capogruppo della Spd al Bundestag, Steinmeier è uno degli uomini politici più popolari della Germania, nonostante rappresenti - in un certo senso - la quintessenza dell'establishment. Negli ultimi anni la sua popolarità ha spesso superato quella di Merkel e sulla scena internazionale gode di grande rispetto. Parlando di lui la conservatrice Frankfurter Allgemeine Zeitung scrive che è uno "capace di portare ad un compromesso dieci persone con dodici opinioni diverse". Che si tratti di crisi ucraina o dell'intesa nucleare con l'Iran, che cerchi il dialogo con Putin o che attacchi con forza le "aperture" di Trump alle pratiche di tortura (che già in campagna elettorale, non esitò a definire "predicatore d'odio"), colui che da oggi si stabilisce al Castello Bellevue, sede del presidente federale, ha sempre ribadito di essere un uomo del rispetto dei valori democratici dell'Occidente. Da presidente vuole essere "uno che infonde coraggio, perché la democrazia non sopporta la rassegnazione". E per quanto sia un realista ed un pragmatico, un erede della tradizione socialdemocratica di Willy Brandt e della sua Ostpolitik ma non del tutto insensibile ai talenti diplomatici di un Kissinger, Steinmeier ha avuto modo di definire se stesso come "lo spostatore di nuvole della Westfalia": vale a dire che non può esistere una politica concreta che non sia fatta anche di utopie e aspirazioni.

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