Louvre, padre del sospetto attentatore: mio figlio non è un terrorista

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L’aggressore sarebbe un 29enne di origini egiziane. Ferito con cinque colpi di pistola non è più in pericolo di vita. Intanto, riapre il Museo di Parigi 

"Mio figlio non è un terrorista e non ha alcuna affiliazione politica". Queste le parole del padre del ragazzo di 29 anni sospettato per l'attacco al Louvre. Il giovane, cittadino egiziano, sarebbe arrivato da Dubai a Parigi il 26 gennaio scorso; identificato dai media come Abdallah El-Hamahmy è originario della provincia di Dakahlia.

 

Attacco al Louvre - Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti che indagano sul caso, il 29enne si sarebbe diretto sotto il Carrousel del Louvre al grido di Allah Akbar portando con sé due zaini, un machete e un coltello. Ha attaccato un gruppo di militari, uno ha reagito e gli ha sparato. Ricoverato in gravi condizioni, non è più in pericolo di vita.  Attacco al Louvre: le foto 

 

 

 

 

Il padre nega ogni coinvolgimento del figlio - Il padre del ragazzo Reda  El-Hamahmy, in un’intervista rilasciata al quotidiano al-Masry al-Youm Reda, nega ogni coinvolgimento del figlio.  L'uomo ha raccontato che il figlio è andato negli Emirati due anni fa  per lavorare in uno studio legale, che "il 26 dicembre (quindi un mese prima di quanto sostenuto dalle autorità francesi, ndr) si è recato in Francia per un lavoro e che sarebbe dovuto tornare oggi" a Dubai.

Gli investigatori, però, sostengono di aver trovato addosso al giovane - oltre ad alcune bombolette di vernice spray - un telefono cellulare. Dalla scheda sarebbero emersi sia il nome sia il percorso effettuato, mentre il riscontro del Dna e delle impronte digitali confermava che era persona sconosciuta ai servizi antiterrorismo francesi.

 

Riapre il Louvre – Intanto, il Louvre ha riaperto al pubblico dopo la chiusura forzata di ieri. "Il Museo del Louvre sarà aperto sabato dalle 10. Grazie al nostro pubblico per la comprensione e il sostegno", si legge sul sito web.

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