Usa, una lista settimanale con i crimini degli immigrati

Donald Trump (Getty Images)
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Tra i provvedimenti approvati dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump c'è anche un report periodico sui reati commessi dagli stranieri arrivati nel Paese

Donald Trump procede senza sosta alla realizzazione dei punti del suo programma elettorale. Dopo aver annunciato la costruzione di un muro al confine con il Messico, il presidente degli Stati Uniti ha firmato un altro provvedimento che autorizza il Dipartimento della Sicurezza Nazionale a pubblicare ogni settimana la lista dei crimini commessi dagli immigrati irregolari e delle città che si rifiuteranno di trasformare queste infrazioni in espulsioni dal Paese.

 

La lista settimanale – Il provvedimento che prevede l'introduzione di questo report settimanale si intitola "Enhancing Public Safety in the Interior of the United States" (Potenziamento della sicurezza pubblica negli Stati Uniti). L'obiettivo è colpire gli immigrati illegali che entrano nel Paese senza documenti e che commettono dei reati. Tuttavia è bene precisare che secondo la legge americana, entrare illegalmente negli Stati Uniti o sostarvi per un periodo superiore a quello previsto dal permesso di soggiorno, è considerato oltraggio pubblico e non un crimine. Il piano di Trump è quello di chiedere che ogni settimana il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale pubblichi una lista con i crimini commessi dagli immigrati e quali città che si rifiutano di espellerli, dandogli rifugio. Dal provvedimento sembra che verranno elencati i reati commessi dagli "undocumented immigrants", gli stranieri che risiedono illegalmente nel Paese, anche se questa distinzione non è chiaramente specificata nel testo dell'ordine.   

 

Le “città rifugio” - Il provvedimento prende di mira anche le cosiddette "sanctuary city", località che spesso offrono rifugio agli immigrati irregolari per evitarne la deportazione. Sono circa 400 le città e le contee americane che "proteggono" in totale circa 11 milioni di immigrati senza documenti nel Paese. Nelle "sanctuary city" è previsto che le forze dell'ordine locali non supportino le autorità federali per l'immigrazione nell'identificazione di persone senza documenti, a meno che non abbiano commesso gravi crimini. I sostenitori di questa prassi sostengono che in questo modo si incoraggi la cooperazione e la fiducia fra le comunità di immigrati irregolari e le autorità locali. Secondo i detrattori, questa interazione permetterebbe a pericolosi criminali di rimanere sul suolo americano. Tra le misure previste a carico delle "sanctuary city", nel nuovo provvedimento firmato da Trump, c'è il taglio dei fondi federali per queste zone. Tuttavia, come riporta "Quartz", secondo il procuratore di New York Eric T. Schneiderman, il presidente degli Stati Uniti non ha l'autorità per prendere tale decisione.

 

Il testo del provvedimento - "Per informare meglio la popolazione circa le minacce alla pubblica sicurezza associate alle città santuario, la segreteria utilizzerà il Declined Detainer Outcome Report o un suo equivalente e, su base settimanale, verrà compilata una lista che comprenda le azioni criminali commesse dai clandestini e ogni giurisdizione che le ignorerà o si rifiuterà di obbedire di conseguenza". Questo si legge nel provvedimento siglato da Trump lo scorso 25 gennaio. Non mancano però le voci critiche: secondo alcuni ricercatori dell'American Immigration Council, gli immigrati senza documenti "sono meno inclini a commettere crimini seri o ad andare in galera rispetto ai nati sul suolo americano, e gli alti tassi di immigrazione sono associati a tassi più bassi di crimini violenti e contro la proprietà".

 

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