Shia LaBeouf arrestato durante una manifestazione anti Trump

Shia LaBeouf fuori dal Museum of the Moving Image di New York per l'installazione #HeWillNotDivideUs (Getty Images)
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Il protagonista di "Transformers", rilasciato dopo qualche ora, è stato preso in custodia dagli agenti di polizia di New York per aver aggredito un uomo che gli si è avvicinato dicendo “Hitler non ha fatto niente di male”

L’attore americano Shia LaBeouf è stato arrestato per aver aggredito un uomo che durante la manifestazione #HeWillNotDivideUs (“lui non ci dividerà”) a New York gli si è avvicinato dicendo: “Hitler non ha fatto niente di male”. LaBeouf è stato portato dagli agenti di polizia nel commissariato del 114esimo distretto per poi essere rilasciato dopo poche ore.

 

La protesta contro Trump – Il fatto è accaduto di fronte al Museum of the Moving Image di New York, dove l’attore, insieme a due artisti con cui forma un collettivo, il britannico Luke Turner e la finlandese Nastja Säde Rönkkö, ha dato vita a un’installazione permanente. L’opera consiste in una trasmissione live da una telecamera di fronte alla quale chiunque può andare per dire “He will not divide us”, con riferimento al neo presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Le registrazioni sono cominciate il 20 gennaio, giorno dell’insediamento, e andranno avanti ininterrottamente per i prossimi quattro anni del mandato presidenziale. In questi giorni di fronte alla telecamera si sono radunati molti manifestanti che hanno espresso il loro dissenso nei confronti di Trump ma anche alcuni sostenitori del presidente repubblicano e neonazisti, con lo scopo di provocare i presenti. L’aggressione per la quale è stato arrestato LaBeouf è stata filmata dalla stessa “vittima”, che dopo qualche ora l’ha resa pubblica su Twitter.

 

 

Il precedente – Già lo scorso 23 gennaio LaBeouf si era reso protagonista di un episodio simile. L'attore di "Transformers”, infatti, ha rischiato il contatto fisico quando un ragazzo ha cercato di usare la telecamera dell’installazione per diffondere uno slogan razzista. Nel video si vede il giovane ripetere “fourteen”, cioè “quattordici”, che richiama il motto suprematista bianco di 14 parole:“we must secure the existence of our people and a future for white children”, ossia “dobbiamo difendere l’esistenza della nostra gente e il futuro dei bambini bianchi”. In questo caso LaBeouf si era limitato ad urlare contro il ragazzo “He will not divide us”.

 

 

Istigazione al tradimento – L’iniziativa portata avanti da Shia LaBeouf è stata criticata dall’attore premio Oscar Jon Voight secondo il quale proteste come questa spingerebbero i giovani al “tradimento”. In un’intervista a TMZ, il padre di Angelina Jolie ha dichiarato: “Queste manifestazioni contro il governo sono molto gravi. Non va bene attaccare la presidenza e le istituzioni. Ancor peggio quando sono giovani star, come Shia LaBeouf e Miley Cyrus  che hanno milioni di followers. I giovano guardano a loro, e cosa stanno insegnando? Stanno insegnando alle giovani generazioni il tradimento. Sapere che queste cose stiano arrivando da un gruppo di Hollywood mi rende triste”.

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