Usa, strage di Orlando: arrestata la moglie del killer

Fiori in onore dei morti della strage di Orlando del 12 giugno 2016 (Getty Images)
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L'FBI ha annunciato di aver arrestato Noor Salman, moglie dell'uomo che sette mesi fa uccise 49 persone  in un locale della Florida

Noor Salman è stata fermata dall'Fbi a Oakland, in California, e arrestata. La donna era la moglie di Omar Mateen, autore dell'attacco avvenuto sette mesi fa nel locale gay friendly Pulse di Orlando, in cui furono uccise 49 persone. Secondo quanto riportato dal New York Times, la donna sarebbe stata al corrente dei piani del marito e non avrebbe fatto nulla per fermarlo o per informare la polizia. Salman ora rischia di essere incriminata per complicità e ostacolo al corso della giustizia. In un'intervista rilasciata a novembre 2016 aveva dichiarato invece di "non sapere nulla dei piani criminali del marito".

 

La difesa di Salman - Nei giorni successivi alla strage di Orlando, Noor Salman era stata interrogata a lungo. Dopo la strage compiuta da Omar Mateen e la sua uccisione da parte degli agenti, la donna si era trasferita in California. "Noor Salman non era a conoscenza dei piani del marito, né poteva prevedere cosa Omar Mateen avesse intenzione di fare in quella tragica notte - ha affermato il suo avvocato, Linda Moreno - crediamo che sia sbagliato perseguirla e che punire una persona innocente disonori la memoria delle vittime della strage". "Sin dall'inizio avevamo detto che avremmo indagato ogni aspetto della strage e della vita del killer per capire non solo i motivi del gesto, ma anche chi ne fosse al corrente e se ci fossero altre persone coinvolte", ha detto invece Loretta Lynch, procuratore generale degli Stati Uniti, in un'ntervista alla MSNBC.

 

La storia della coppia - Noor Salman, cresciuta a nordest di San Francisco, aveva sposato Mateen nel 2011. I due avevano un figlio e nel dicembre 2016 Salman aveva presentato richiesta a un tribunale della California per poter cambiare il cognome del bambino. All'epoca della strage la coppia viveva a Fort Pierce, in Florida. Mateen, di origini afghane, si era radicalizzato seguendo la propaganda jihadista in rete e aveva giurato fedeltà all'Isis. Per questo motivo i familiari di alcune delle vittime della strage di Orlando hanno fatto causa a Google, Facebook e Twitter per aver “fornito supporto materiale alla radicalizzazione di Mateen”. Le investigazioni federali avevano tra l'altro evidenziato come Mateen non avesse ricevuto alcun addestramento specifico per il suo supporto alle azioni terroristiche dello Stato Islamico.

 

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