Volo Malaysia Airlines scomparso nel 2014: stop alle ricerche

L'area delle ricerche in una grafica della Australian Maritime Safety Authority (Getty Images)
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Il volo MH370, partito da Kuala Lumpur l'8 marzo del 2014 e scomparso dai radar, non è ancora stato localizzato. Cina, Malesia e Australia hanno comunicato la sospensione delle operazioni

La sorte del volo MH370 Malaysia Airlines resterà probabilmente un mistero. Le ricerche dei resti dell'aereo e dei suoi 239 passeggeri sono state ufficilamente sospese dopo quasi 3 anni. Lo hanno annunciato in un comunicato i tre Paesi coinvolti nelle operazioni: Australia, Malesia e Cina.

 

Quasi tre anni di ricerche - Le squadre di ricerca non sono riuscite a localizzare i rottami del velivolo decollato da Kuala Lumpur verso Pechino e scomparso dai radar l'8 marzo del 2014. “Nonostante gli sforzi che hanno messo in campo le migliori conoscenze scientifiche disponibili, le ricerche non sono state in grado di localizzare il velivolo", si legge nel comunicato. Il 17 gennaio l'ultima imbarcazione ha lasciato l'area, dopo aver ispezionato 120 mila chilometri quadrati di mare nell'Oceano Indiano. “La decisione non è stata presa alla leggera, né senza tristezza”, affermano i ministeri dei tre Paesi, ma le autorità hanno dovuto fare i conti con i risultati ottenuti: al momento sono stari recuperati venti detriti, ma solo sette sono risultati appartenere al volo MH370.

 

Una sfida senza precedenti” - I tre governi hanno ringraziato le centinaia di persone coinvolte in un'operazione di ricerca che ha rappresentato “una sfida senza precedenti”. Un tributo è andato anche “alle nazioni che hanno fornito le proprie competenze”, ma soprattutto “agli amici e alle famiglie di chi era a bordo dell'aereo”. Lo stop alle ricerche rende ancora più improbabile il recupero. Ma, conclude il comunicato “speriamo ancora che nuove informazioni possano venire alla luce e che l'aereo, in futuro, possa essere localizzato”.

 

Da Kuala Lumpur a Pechino – Il volo era partito a mezzanotte e 41 minuti dalla Malesia in direzione Cina. Dopo circa due ore era scomparso dai radar nello spazio aereo del Vietnam: a bordo c'erano due passeggeri con passaporto falso (uno dei quali a nome di un italiano, Luigi Maraldi, che su quel volo non è mai salito), 152 cinesi, 38 malesi, 12 indonesiani, 7 australiani, 3 cittadini statunitensi e francesi, due passeggeri di Nuova Zelanda, Ucraina e Canada e uno di Taiwan e Paesi Bassi, oltre ai 12 membri dell'equipaggio. Le ripetute segnalazioni di detriti compatibili con il velivolo della Malaysia Airlines si sono sono spesso rivelate inutili ai fini della ricerca, che non ha prodotto risultati apprezzabili.

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