Obama cambia la regola sull'immigrazione per i cubani: "Un'altra era"

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Il presidente ha cancellato la norma “wet foot, dry foot”, che consentiva ai cittadini di Cuba che toccavano il suolo statunitense il riconoscimento della residenza legale: "Passo importante verso la normalizzazione dei rapporti". Soddisfazione del governo de l'Avana

 

A una settimana dalla fine del suo mandato, Barack Obama lascia un altro segno sulla grande questione che sono i rapporti con Cuba. Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato la revoca, con effetto immediato, di una norma nota come “wet foot, dry foot”, che consentiva agli immigrati cubani che toccavano il suolo statunitense il riconoscimento della residenza legale negli Usa.

 

“Norma di un’altra era” - Una regola, in vigore da più di vent’anni e introdotta da Bill Clinton, che Obama ha definito appartenente a "un'altra era", spiegando che cancellarla significa trattare "gli immigrati cubani allo stesso modo di quelli provenienti da altri Paesi" e fare un altro "passo importante verso la normalizzazione dei rapporti con Cuba". La decisione del presidente discende infatti da un accordo con Cuba, che aveva chiesto la revoca della norma durante i negoziati con Washington per il “disgelo”.

 

Cosa cambia - D'ora in poi i cittadini cubani che tenteranno di entrare negli Stati Uniti illegalmente e che non sono qualificabili per un trattamento di natura umanitaria verranno espulsi, così come la legge prevede per gli immigrati di altre nazionalità. Il governo cubano ha concordato il rimpatrio dei cittadini espulsi dagli Usa così, come accade per coloro che vengono respinti via mare.

 

Cuba: “Era problema di sicurezza” - La decisione di Obama è stata apprezzata dal governo cubano, perché il “wet foot, dry foot” secondo Josefina Vidal, responsabile dei rapporti con gli Stati Uniti per il ministero degli Esteri, "creava seri problemi alla sicurezza di Cuba, a quella degli Stati Uniti e a quella dei nostri cittadini rendendoli vulnerabili al traffico degli esseri umani, a frodi e violenze, incoraggiati da quella politica preferenziale”. Critico invece il sindaco di Miami, l'esule cubano Tomas Regalado, che ha affermato: "Questo è solo il regalo di addio di Obama a Raul Castro".

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