Donald Trump: "Anche la Russia dietro ad attacchi hacker"

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Prima conferenza stampa per il presidente eletto a nove giorni dalla cerimonia di insediamento alla Casa Bianca. Sul presunto dossier su di lui in mano ai russi: "Notizie false, ho sempre avuto comportamenti ineccepibili". E attacca l'amministrazione Obama: "Hanno creato l'Isis"

Prima conferenza stampa per il presidente eletto Donald Trump a soli nove giorni dalla cerimonia di insediamento alla Casa Bianca. Il tycoon è tornato a parlare del presunto dossier su di lui in mano ai russi e ha definito l'informazione "una notizia falsa, diffusa forse dalla stessa intelligence", anche se ha ammesso che probabilmente dietro agli attacchi hacker durante la campagna elettorale per le presidenziali ci sarebbe anche la Russia. Trump ha poi duramente attaccato l'amministrazione Obama accusandola di aver indirettamente creato l'Isis "andandosene dall'Iraq". 

Trump: "Nessun legame con la Russia" - Riguardo ai suoi rapporti con la Russia Trump ha ribadito di non aver legami con Mosca, "né debiti, né compensi". E sulla sua presunta ricattabilità, ha spiegato che "fuori dagli Stati Uniti ho sempre tenuto comportamenti ineccepibili". Il presunto dossier contro di lui, ha affermato sarebbero "tutte notizie contraffatte, roba fasulla, sono cose che non sono accadute. Roba messa insieme da gente che si oppone a noi, un gruppo di oppositori che si è messo insieme, gente malata". Rispondendo a una domanda Trump ha ribadito l'intenzione di non diffondere la propria dichiarazione dei redditi: "E' una cosa che interessa solo voi giornalisti". Trump si è poi rifiutato di rispondere al giornalista dalla Cnn, l'emittente che ha diffuso la notizia sul presunto dossier ai suoi danni. "Siete fake news" ha dichiarato il presidente eletto passando al giornalista successivo.



Dietro attacchi hacker anche la Russia -
Riguardo agli hackeraggi che si sono verificati nel corso della campagna elettorale per le presidenziali americane Trump ha confermato che dietro agli attacchi informatici "vi è la Russia, ma anche altri paesi, altra gente". Il tycoon ha poi dato parte della responsabilità al partito democratico, il cui comitato, ha sostenuto "era troppo aperto agli attacchi degli hacker". Putin, ha poi aggiunto, "non avrebbe dovuto" hackerare gli Usa e "credo che non lo farà più". La Russia "rispetterà di più il nostro Paese" quando, tra pochi giorni, sarà lui a guidare l'America, ha aggiunto.

Ringraziamenti a Fiat Chrysler e Ford
- Trump è poi tornato a ringraziare Fiat Chrysler e Ford per la loro decisione di investire negli Stati Uniti, dandosi il merito di aver riportato la produzione automobilistica negli Usa. "Sono stato molto attivo nel campo economico per il paese" ha detto Trump. Il presidente eletto ha poi annunciato la sua intenzione di combattere contro "la lobby dell'industria farmaceutica".

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I rapporti con Putin - Trump ha poi ammesso di non sapere come saranno i futuri rapporti con Mosca e con Vladimir Putin e, sebbene speri che saranno buoni, di non darlo per scontato: anzi, ha avvertito di mettere in conto l'eventualità che non lo saranno. Però, ha sottolineato il presidente americano eletto, se a Putin lui dovesse "andare a genio", ciò "sarebbe un vantaggio, non un problema", anche perché "con la Russia abbiamo rapporti terribili", ha ricordato. "Non so se con Putin andremo d'accordo, io lo spero proprio", ha proseguito Trump, parlando dal grattacielo di New York che porta il suo nome e ove risiede. "Esiste però una forte possibilità che non sarà così", ha ammonito.

Via l'Obamacare, sì al muro con il Messico - Riguardo all'Obamacare, la riforma sanitaria fiore all'occhiello dell'amministrazione americana uscente, sarà "abrogata e sostituita simultaneamente" ha dichiarato Trump. "Appena il nuovo ministro avrà il 'via libera' presenteremo un piano". "L'Obamacare è stato un disastro completo e totale, sta implodendo". "Lo abrogheremo e sostituiremo. Sarà di fatto in simultanea, probabilmente lo stesso giorno". E poi ha ammesso: "Sara una cosa complicata...".  Trump ha poi confermato la sua intenzione di costruire un muro al confine con il Messico. "Costruiremo il muro, non voglio aspettare", ha detto rispondendo a una domanda nel corso della sua prima conferenza stampa negli ultimi sei mesi. "E il Messico in qualche misura ci rimborserà. Questo accadrà in qualche modo, sotto forma di tasse o di pagamento, ma accadrà". 

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