Obama: avrei potuto vincere elezioni e battere Trump

Barack Obama stringe la mano a Donald Trump durante il meeting per la transizione tenutosi nella Sala Ovale della Casa Bianca (Getty Images)
1' di lettura

Il presidente uscente ha dichiarato che, se avesse potuto correre per la terza volta per la Casa Bianca, avrebbe avuto la meglio sul candidato repubblicano. La replica su Twitter dell'ex tycoon: "No way! I posti di lavoro che lasciano il Paese, lo Stato Islamico, l'Obamacare..."  

Barack Obama avrebbe potuto vincere un terzo mandato alla Casa Bianca e battere Donald Trump se solo avesse potuto correre. E' lo stesso presidente americano a dirlo, in quella che secondo alcuni osservatori appare come un'implicita critica alla campagna di Hillary Clinton, troppo cauta perché troppo convinta di vincere.

"Sono sicuro che, se mi fossi candidato di nuovo, avrei potuto mobilitare la maggioranza del popolo americano", ha detto il presidente uscente degli Stati Uniti in un'intervista rilasciata a David Axelrod, suo amico e consulente durante le sue campagne elettorali.

In vista del passaggio di consegne al suo successore Donald J. Trump, Obama sembra certo che una sua candidatura avrebbe potuto lasciare il Paese nelle mani del partito democratico. 

 

Trump e le dimissioni di Miller - Nelle stesse ore, Jason Miller ha rinunciato all'incarico di direttore della comunicazione della Casa Bianca di Donald Trump. Poco dopo la sua nomina, Miller ha infatti annunciato che non avrebbe accettato l'incarico perché avrebbe sottratto troppo tempo alla sua famiglia. In realtà, sembra che la rinuncia sia legata ad una relazione extra coniugale con una funzionaria dello staff di Trump.

 

 

La certezza di Obama -  Nella sua intervista, Obama ha sottolineato come il suo messaggio di inclusione e sostegno alla classe media americana sia ancora forte. "So che parlando con le persone di tutto il Paese, anche se qualcuno è in disaccordo con me, avrebbero detto che la visione, la direzione verso cui si stava andando, era quella giusta", ha dichiarato Obama.

 

La replica di Trump - Alcune ore dopo la pubblicazione dell'intervista su "The Axe Files", il podcast di David Axelrod, il neoeletto presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha replicato via Twitter. "Il presidente Obama ha detto che pensa che avrebbe potuto vincere contro di me. Può averlo detto, ma io dico assolutamente no! - licenziamenti, Isis, Obama Care, ecc."

 

 

Luci e ombre su Hillary - Il 22esimo emendamento della Costituzione americana prevede che un presidente non possa candidarsi più di due volte alle elezioni. Tuttavia Obama ha lodato la candidata del partito democratico Hillary Clinton, dicendo che ha giocato bene le sue carte in circostanze difficili e che ha dovuto affrontare più difficoltà nella sua corsa. "Per svariate ragioni, c'è una difficoltà persistente nel suo rapporto con la stampa, il che significa che le sue debolezze sono state ampiamente amplificate", ha sottolineato Obama. Ma il presidente degli Stati Uniti ha evidenziato anche che Clinton ha condotto una campagna troppo prudente. "Se pensi di star vincendo, come succede nello sport, tendi a giocare in difesa", ha detto Obama.

 

 

Gli errori del partito Democratico - Nonostante l'economia americana sia in ripresa, Obama sottolinea che alcune comunità del Paese si sono sentite lasciate indietro. Il vero problema è stato l'abbandono da parte dei democratici della classe operaia bianca americana, che si è affidata a Trump. "L'Affordable Care Act è utilizzato da un ampio numero di elettori di Trump", ha dichiarato Obama. "Ci sono un sacco di persone in posti come West Virginia o Kentucky che non hanno votato per Hillary, non hanno votato per me, ma sono state aiutate dal programma". Il problema secondo il presidente uscente è che i politici democratici non hanno comunicato con queste persone, perdendo la presa su di loro e facendoli sentire più frustrati.

 

Far rinascere il partito Democratico - "Dobbiamo ricostruire la connessione emotiva", ha dichiarato Obama, "il che significa organizzazione, prendersi cura dei partiti, delle campagne locali, delle scuole, dei consigli comunicali e della legislazione locale, e non pensare che un grande set di politiche progressiste presentate al board del New York Times siano sufficienti".

 

"Devo starmene tranquillo per un po'" - Obama, che rimarrà a Washington fino alla fine degli studi di sua figlia maggiore, ha sottolineato l'esigenza di mantenere un basso profilo, dopo le consegne a Trump. "Devo starmene tranquillo per un po', e non intendo politicamente, ma internamente (...) È necessario ritrovare la sintonia ed elaborare quello che è successo prima di prendere buone decisioni", ha concluso.

Leggi tutto