Amri, da Berlino a Sesto: "Pericolosissimo, poteva colpire ancora"

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Per il questore di Milano l'uomo, considerato il killer della strage al mercatino di Natale,  "avrebbe potuto compiere altri attentati". Arrivato a Lampedusa nel 2011, ha trascorso 4 anni in carcere in Italia prima di trasferirsi in Germania. Site: c'è un video in cui l'uomo giura fedeltà all'Isis

Anis Amri, indicato come il terrorista responsabile dell'attentato di Berlino e ucciso dalla polizia a Sesto San Giovanni (Milano), era noto alle forze dell’ordine tedesche e a quelle italiane. Di origini tunisine, Amri è arrivato in Europa nel 2011 e ha trascorso quattro anni nelle carceri italiane, prima di trasferirsi in Germania.

 

Amri era un soggetto "pericolosissimo che, da libero, avrebbe potuto compiere altri attentati" ha detto il questore di Milano, Antonio de Iesu. Secondo quanto riferisce Site, sito che monitora i media jihadisti, l'Isis avrebbe diffuso un video di Anis Amri filmato prima dell'attentato, in cui il killer giura fedeltà al sedicente Stato Islamico.

 

Chi era Anis Amri - Anis Amri arriva nella primavera del 2011 a Lampedusa: viene arrestato il 23 ottobre per aver appiccato con altri migranti un incendio al centro di accoglienza dell’isola e per aver aggredito un operatore. Da allora passa quattro anni in centri di detenzione fra Catania e Palermo. Anche in carcere Amri si fa notare per comportamenti violenti: dodici le procedure disciplinari nei suoi confronti, più varie segnalazioni per sopraffazione e intimidazione dei compagni di cella.

Un uomo detenuto insieme a lui lo ha definito “un terrorista islamista che lo terrorizzava per indurlo a convertirsi all’Islam”. Il Dap, Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, lo mette sotto osservazione e lo segnala al Comitato analisi strategica anti-terrorismo nel novembre 2014.

In una nota del 2016, successiva alla sua scarcerazione, la Digos lo definisce un personaggio “violento, aggressivo e di stretta osservanza dei principi religiosi islamici”.

 

Anis Amri in Germania - Anis Amri viene rilasciato nel maggio del 2015 e dall’Italia si trasferisce in Germania, dove si sposterà tra varie città. l’Italia dirama un’allerta Schengen segnalando la sua pericolosità, ma solo nel febbraio 2016. Dopo avere vissuto brevemente nello stato della Renania Settentrionale-Vestfalia, Amri si trasferisce a Berlino nel febbraio di quest’anno.

Fa anche richiesta d’asilo in Germania, ma lo status gli viene negato nel giugno 2016: il governo tedesco, tuttavia, così come quello italiano, non può procedere all’espulsione perché Amri è sprovvisto di un documento di identità del suo Paese d’origine e la Tunisia non lo riconosce come suo cittadino.



Attività sospette - A gennaio di quest’anno, Anis Amri viene inserito nella lista di persone controllate per terrorismo. Da marzo viene messo sotto sorveglianza dalla polizia: sono noti i suoi contatti con un predicatore iracheno, arrestato per aver reclutato terroristi.

A settembre 2016 però le autorità smettono di tenerlo sotto controllo, perché non sembravano esserci indizi tali da giustificarne l’arresto.

 

Il questore di Milano ha dichiarato che sono in corso le indagini per stabilire se Amri avesse o meno una rete d’appoggio nella città.

 

 

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