Aereo libico dirottato a Malta, i sequestratori si arrendono

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L'Airbus 320 della compagnia Afriqiyah Airways, partito da Sabha con a bordo 118 persone, era diretto a Tripoli. Liberati tutti gli ostaggi e catturati i dirottatori dopo ore di trattative

Allarme rientrato a Malta dove un aereo partito da Sabha e diretto a Tripoli era atterrato, alle 11.32, con 118 persone a bordo dopo essere stato dirottato da due persone (FOTO). All’arrivo sul territorio maltese, i dirottatori (che secondo alcune agenzie sarebbe uno solo) hanno minacciato di farsi esplodere con delle granate ma, dopo circa due ore di trattative, si sono arresi e hanno deciso di liberare gli ostaggi. Prima sono scesi a terra le donne e i bambini, poi gli ultimi passeggeri e alcuni membri dell’equipaggio. Sono restati a bordo i dirottatori, il pilota e il secondo ufficiale che sono stati liberati per ultimi prima che i sequestratori venissero arrestati e presi in custodia dalle forze dell'ordine di Malta.

 

 

I dirottatori - I dirottatori sarebbero sostenitori dell’ex leader libico Muammar Gheddafi e volevano fondare un partito di sostegno al colonnello ucciso nel 2011. Secondo l’emittente libica al-Hadath, avrebbero chiesto la scarcerazione di Saif al-Islam Gheddafi, uno dei figli del defunto colonnello Gheddafi. Inoltre, dopo la liberazione della maggior parte degli ostaggi, sarebbero usciti dal portellone del velivolo sventolando proprio la bandiera verde della Giamahiria, simbolo della Libia durante gli anni di governo del colonnello morto nel 2011.

 

Le dinamiche - Dalle prime ricostruzioni emerge che l’ultimo contatto del pilota sarebbe avvenuto con la torre di controllo di Tripoli. Poi più nessuna informazione. Fonti della sicurezza di Malta hanno fatto anche sapere che, in un primo momento, la destinazione scelta dai dirottatori per far atterrare l’Airbus era Roma. Il primo ministro Joseph Muscat, appresa la notizia del dirottamento, si è tenuto in contatto telefonico con il leader libico Fayez al-Serraj, per coordinarsi sulla gestione dell'emergenza. L’incarico di gestire le trattative con i sequestratori è stato dato a Tripoli. Intanto, a Malta scattavano i protocolli di sicurezza e l’aereo veniva circondato dagli uomini delle forze speciali e dai militari maltesi. Molti dei voli che dovevano atterrare su La Valletta sono stati spostati sugli scali di Catania e Palermo.

 

 

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Data ultima modifica 23 dicembre 2016 ore 16:04

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