Obama, record di clemenze: 78 grazie e 153 riduzioni pena in un giorno

Barack Obama lascerà la Casa bianca il 20 gennaio 2017 (Foto d'archivio, Getty Images)
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È il più ampio numero di provvedimenti presi nello stesso giorno nella storia degli Stati Uniti. Che si sommano ai numeri già da primato dell'amministrazione uscente

Barack Obama resterà nella storia degli Stati Uniti per aver concesso il numero più ampio di provvedimenti di clemenza in un singolo giorno. Il presidente uscente ha infatti garantito la commutazione della pena a 153 detenuti e concesso l’indulto totale a 78.

I provvedimenti di clemenza - I 231 detenuti a cui è stata concessa la grazia, sotto forma di commutazione o di annullamento della pena, “hanno tutti dimostrato di meritare una seconda chance”, ha dichiarato il consigliere della Casa Bianca Neil Eggleston. Si tratta soprattutto di persone condannate a pene detentive per reati connessi all’uso o allo spaccio di droghe. I singoli provvedimenti seguono una politica dell’amministrazione Obama che punta alla riabilitazione dei cosiddetti “nonviolent drug offenders”, criminali coinvolti nel traffico di droga ma non colpevoli di atti di violenza.

I numeri di Obama - Il potere presidenziale di annullare o commutare la pena è garantito negli Stati Uniti dal secondo articolo della Costituzione: già prima di questi provvedimenti, Obama era il presidente americano con più commutazioni di pena all’attivo. Ora ha raggiunto quota 1176 (con 395 casi di pena di morte trasformata in pena detentiva) nei suoi quasi 8 anni di presidenza: il secondo in classifica nella storia recente è Lyndon Johnson con poco più di 200. Seguono Truman, Kennedy e Clinton, tutti democratici. Primo fra i repubblicani, Nixon. Gli indulti "puri" sono invece 148, per un totale di 1324 procedimenti di grazia: in questo caso Obama è ben lontano dalle cifre di Franklin D. Roosevelt (3687) e Woodrow Wilson (2480), presidenti durante le due guerre mondiali. Come ha confermato Neil Eggleston, è probabile che il presidente emanerà altri provvedimenti di grazia, sia indulti che commutazioni di pena, prima di lasciare la Casa Bianca al suo successore.

Niente amnistia per gli immigrati irregolari - La mossa di Obama è stata interpretata come una reazione alla vittoria Trump: diversi media statunitensi ritengono che con il nuovo presidente si attuerà un cambio di rotta in merito alla riabilitazione dei colpevoli di reati legati alla droga. Nessuna possibilità, invece, che Obama conceda un’amnistia generale retroattiva agli immigrati clandestini arrivati nel Paese da bambini. Questa richiesta era stata avanzata da oltre 60 membri del Partito democratico per evitare che l’amministrazione Trump proceda all'espulsione nei Paesi d’origine: pochi giorni fa, l'attorney general (che guida il dipartimento della Giustizia) Loretta Lynch ha però negato categoricamente l’esistenza di questa eventualità.

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