Attentato Berlino, rilasciato il 23enne pachistano. È caccia al killer

1' di lettura

Le autorità hanno rimesso in libertà l'uomo che era stato arrestato lunedì. L'uomo aveva negato le accuse. C'è un'italiana dispersa. Blitz in un campo profughi a Tempelhof

L'agenzia di stampa dell'Isis, Amaq news agency, ha rivendicato l'attentato di Berlino chiamando il terrorista un "soldato dello Stato islamico". Lo riferisce su Twitter Rita Katz, la direttrice del Site, il sito che monitora l'estremismo islamico sul web. "E'una vendetta per gli attacchi in Siria", è scritto sulla rivendicazione. Nella folle corsa del tir su un mercato di Natale sono morte 12 persone. 48 i feriti di cui 14 in gravissime condizioni.

La strage è avvenuta nel quartiere di Charlottenburg, ai piedi della Gedächtniskirche (chiesa del ricordo). Il vero autore della strage sarebbe dunque essere ancora in fuga. Nessun dubbio invece, che si tratti di un attentato. 

 

Rilasciato il 23enne pachistano che era stato fermato - Per l'attacco era stato fermato un pachistano, poi rilasciato. Il fermo non è stato tramutato in arresto. La decisione è stata presa in base alla mancanza di prove che inchiodassero il richiedente asilo. Secondo quanto fa sapere la procura federale, "i test eseguiti fino a questo momento non hanno fornito prove riguardanti la presenza dell'uomo nella cabina del camion usato per la strage nel momento in qui questa veniva eseguita". Pertanto "l'accusato è stato lasciato andare questa sera".

Dubbi sulla responsabilità del 23enne erano stati espressi dal presidente della polizia di Berlino, Klaus Kandt, che aveva confermato di "non poter dire che l'uomo arrestato ieri sia l'autista" del tir.

 

 

C'è un'italiana dispersa - E c'è un'italiana dispersa tra le persone coinvolte nell'attentato. Si tratta di Fabrizia Di Lorenzo, una ragazza di 31 anni originaria di Sulmona. La procura di Roma ha aperto un fascicolo per attentato con finalità di terrorismo, al vaglio del quale c'è già una prima informativa dei carabinieri del Ros. Gli inquirenti stanno cercando di verificare se la donna sia deceduta o rimasta ferita.

 

 

Camion di una ditta polacca, forse rubato - A quanto si apprende, il killer si sarebbe impossessato del tir che è piombato sui visitatori al mercato verso le 16 di pomeriggio. Questo, almeno, quanto emerge anche dalle analisi del Gps del mezzo. Il camion, di proprietà di un'azienda polacca, era partito dall'Italia il 16 dicembre con un carico di acciaio che avrebbe dovuto consegnare a Berlino ma non c'è alcun collegamento tra l'attentato e il nostro Paese. Il capo dell'antiterrorismo milanese Alberto Nobili ha aperto un fascicolo conoscitivo (senza indagati ne' ipotesi di reato, ndr) per disporre accertamenti, delegati alla Digos, sugli spostamenti effettuati dal camion.

Alla guida del tir c'era un uomo di nazionalità polacca che sarebbe stato ucciso dal killer prima di mettere in atto l'attentato. 

 

 

Blitz della polizia a Tempelhof - Nell'ambito delle indagini, nella mattinata di martedì 20 dicembre, l'unità speciale della polizia tedesca ha effettuato un blitz in un centro rifugiati. Gli agenti hanno fatto irruzione in uno degli hangar del vecchio aeroporto di Tempelhof, nel centro della città, che dall'anno scorso è adibito a centro di accoglienza.

 

 

 

La ricostruzione - Alle ore 20 di lunedì 19 dicembre un tir è piombato sul mercatino di Natale della Gedänchniskirche travolgendo persone e bancarelle per circa 80 metri. Secondo testimoni il camion aveva i fari spenti e non avrebbe provato a frenare, un dettaglio che avvalora l'intenzionalità del gesto.


La polizia di Berlino: "Gli inquirenti partono dall'idea che il camion si sia gettato in modo deliberato sulla folla"


 

 

 

Data ultima modifica 20 dicembre 2016 ore 21:00

Leggi tutto