Ankara, ucciso ambasciatore russo. L'aggressore: "Vendetta per Aleppo"

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Aggressione a mano armata, ferite alcune persone. L'attentatore sarebbe un poliziotto di 22 anni: è stato ucciso dalle forze dell'ordine. Mosca: "Atto terroristico". Parole di condanna da tutto il mondo

L'ambasciatore di Russia ad Ankara, Andrey Karlov, è morto in un'aggressione a mano armata. L'attentatore è stato successivamente ucciso dalla polizia. Il diplomatico russo è stato raggiunto da colpi di arma da fuoco mentre presenziava all'inaugurazione di una mostra d'arte nella capitale turca. Alcune persone sono rimaste ferite. La madre e la sorella del killer sarebbero stati arrestati.

 

"Vendetta per Aleppo" - "Vendetta per Aleppo" avrebbe detto l'attentatore prima di sparare. Si tratterebbe di un poliziotto di 22 anni che sarebbe entrato alla mostra esibendo un regolare tesserino di agente. L'attentato è giunto dopo giorni di proteste di massa ad Ankara e Istanbul contro le rappresentanze diplomatiche di Russia e Iran, accusati dai manifestanti di essere responsabili della mancata evacuazione di civili nei giorni scorsi da Aleppo est.

 

Mosca: "Atto terroristico" - La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha definito "un atto terroristico" l'omicidio dell'ambasciatore e ha sottolineato che la questione sarà posta lunedì al Consiglio di sicurezza dell'Onu: "Non permetteremo che questo attacco oscuri l'amicizia tra Turchia e Russia", ha assicurato il ministero degli Esteri. "Condanniamo questo vile attacco terroristico", ha fatto sapere il governo di Ankara.

 

Chi era la vittima - Andrei Karlov era un diplomatico di carriera. Nato a Mosca nel 1954, si era laureato all'università statale delle relazioni internazionali (Mgimo) nel 1976 e nello stesso anno aveva iniziato la carriera diplomatica. Dal 1984 al 1990 aveva lavorato all'ambasciata sovietica in Corea del Nord, dove sarebbe tornato 11 anni dopo come ambasciatore, nel 2001. Dal 2007 al 2013 era stato vice direttore e poi direttore del dipartimento consolare del ministero degli Esteri russo. Era ambasciatore in Turchia dal luglio del 2013. Era sposato e aveva un figlio.

 

Le reazioni – Parole di condanna sono arrivate da tutto il mondo. "Non può esserci alcuna giustificazione per un attacco contro un diplomatico o un ambasciatore”, ha detto il portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric. “Stiamo con la Russia e con la Turchia nella nostra determinazione di fronteggiare il terrorismo in tutte le sue forme", fa sapere in una nota la Casa Bianca. 

 

Data ultima modifica 19 dicembre 2016 ore 20:35

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