Aleppo: sospesa l'evacuazione, si spera nel cessate il fuoco

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Gli autobus che erano pronti per trasportare combattenti e famiglie fuori dalla città siriana conquistata dagli uomini di Assad sono rientrati nei depositi. Nella serata di ieri trovato un fragile accordo

La tregua, raggiunta per mettere in salvo i civili, vive ore di incertezza. Il cessate il fuoco ad Aleppo est - ora sotto il controllo degli uomini fedeli al regime  - è stato interrotto. Difficile attribuire con certezza la responsabilità che, come la guerra ci ha insegnato, viene data prima alle forze di Assad e poi ai ribelli. Il risultato è uno solo: centinaia di civili pronti a lasciare l’inferno della città siriana sono rimasti bloccati tra le macerie a causa dei colpi di artiglieria che hanno ostacolato le operazioni di  evacuazione dai quartieri orientali su cui ieri è stato raggiunto un accordo. Resta però un filo di speranza. In serata, i principali gruppi ribelli hanno annunciato l'intesa per riprendere l'evacuazione. Se il cessate il fuoco terrà, nelle prossime ore un primo gruppo di combattenti con le famiglie dovrebbe uscire da Aleppo est.

 

 

Bus rientrano nei depositi - I veicoli, che erano stati predisposti per l’allontanamento da Aleppo est dei ribelli e delle loro famiglie, intanto sono però tornati nei depositi.

Secondo fonti vicine al governo di Damasco, dalle forze lealiste viene la richiesta "di avere l'elenco dei nomi di coloro che intendono abbandonare la città, per verificare che tra di loro non vi sia alcun ostaggio o prigioniero" dei ribelli.

 

 


Ribelli accusano l'Iran - Fonti dei ribelli addossano la responsabilità a  milizie sciite sostenute dall'Iran che combattono nelle file lealiste e alla stessa Teheran. Secondo Abdul Mumin Zeineddin, un coordinatore dell'opposizione armata ad Aleppo citato dall'agenzia turca Anadolu, gli iraniani vogliono che prima che vengano lasciati partire civili e miliziani armati da Aleppo, gli insorti tolgano l'assedio a due località sciite nella provincia nord-occidentale di Idlib: Fua e Kefraya.

 
Contrasti nell'asse Russia - Iran - Damasco - Fonti citate dall'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) parlano inoltre di contrasti sorti all'interno dell'asse Russia-Iran-governo siriano. In particolare, Damasco avrebbe voluto dimostrare la sua contrarieta' ad un accordo raggiunto senza che venisse consultato il regime. Del resto, in un'intervista alla televisione Russia Today, il presidente Bashar al Assad ha affermato che i governi occidentali vogliono una tregua soltanto per salvare "i terroristi".

 

L’appello di Msf -  Risparmiate i civili, è intanto l’appello che Msf rivolge a tutte le parti in conflitto affinché rispettino il proprio dovere di proteggere i civili, sia nelle aree assediate sia nelle aree riprese dal governo siriano. Duro, invece, l’attacco rivolto ai Paesi che chiudono gli occhi di fronte alla guerra e nei confronti dei quali l’organizzazione si dice “indignata per la passività dimostrata”.


Incertezza sui civili da salvare
-  Anche sul numero di civili da evacuare non ci sono notizie certe. La Mezzaluna rossa turca ha fatto sapere di prepararsi ad accogliere fino a 50.000 persone. Ma tra i residenti che dovrebbero partire molti temono rappresaglie da parte delle forze lealiste anche su oppositori non armati o semplici cittadini. La commissione dell'Onu per i diritti umani in Siria ha detto che "continuano ad emergere numerose notizie di violenze commesse dalle forze filo-governative, come esecuzioni sommarie, arresti arbitrari, sparizioni forzate e arruolamenti forzati". Per quanto riguarda le forze ribelli, le stime parlano di non più di 4.000 uomini, ai quali, secondo l'accordo russo-turco, dovrebbe essere garantito il passaggio verso altri territori controllati dagli insorti.

 

Risparmiare i civili -  Tutte le negoziazioni per garantire l'accesso delle Nazioni Unite e di altri attori, tra cui Msf, per fornire assistenza umanitaria nelle aree assediate di Aleppo est - dice Msf - sono state infruttuose. Non è stato possibile evacuare i pazienti, rifornire gli ospedali e fornire assistenza cruciale alle persone intrappolate nell'area. "Tutte le parti coinvolte sono state e sono ancora responsabili di questo fallimento" accusa Msf.

 

Anche la guerra ha le sue regole  - "E' una delle peggiori crisi che Msf abbia testimoniato negli ultimi anni - ha detto Teresa Sancristoval, responsabile dell'Unità di Emergenza Msf per Aleppo - ricordiamo a tutte le parti in conflitto che anche la guerra ha delle regole. E' fondamentale che tutte le parti consentano alle persone di fuggire per trovare sicurezza, permettano l'evacuazione dei malati e dei feriti e facilitino la possibilità di fornire protezione e assistenza umanitaria alle persone intrappolate dalle linee del fronte". 

Data ultima modifica 14 dicembre 2016 ore 23:00

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